La ‘longa manus’ della mafia sul Friuli Venezia Giulia

20.07.2019 – 10.51 – La mafia in Friuli Venezia Giulia ha già in gestione 19 immobili, con altri 35 programmati per l’acquisto; a cui segue lo scandalo per la gestione dei Depositi Costieri, ad opera di Franco Napp, il cui indebitamento con l’erario l’aveva obbligato a vendere le quote dell’azienda a una società vicino alla camorra; passando poi alle infiltrazioni mafiose nel porto di Monfalcone e alla maxi truffa a Portogruaro ad opera del falso trader Gaiatto. Giungendo, ultimi, ma non meno gravi, a soggetti nel settore dell’abbigliamento nella provincia di Udine, collusi con la mafia. Il resoconto della Direzione Investigativa Antimafia (Dia), riferito al secondo semestre del 2018, dipinge una Regione lontana dall’essere un’isola felice e anzi soggetta a continue penetrazioni mafiose. Le cosche, dalle tasche piene per proventi illeciti, vedono nelle aree di maggiore imprenditorialità zone di investimenti, con i quali riciclare il denaro sporco. Questo produce, nelle parole della Dia, una silenziosa infiltrazione nell’economia legale. Paradossalmente, dunque, più il Friuli Venezia Giulia prospera, più aumenta il rischio di una presenza mafiosa, attirata dalla portualità in crescita a Trieste, così come dai grandi progetti edilizi.

Avvertimenti tutt’altro che nuovi, perchè già a gennaio 2019 il procuratore nazionale Federico Cafiero De Raho avvertiva che nel nord est le mafie erano presenti, sebbene con “più affari e meno territorio“. Neanche tre mesi dopo, a marzo 2019, l’Osservatorio regionale Antimafia avvertiva che “non possiamo dormire sonni tranquilli“.