Il centro diurno di via Udine passa alla Comunità di San Martino

17.07.2019 – 07.48 – La vociferata chiusura del centro diurno per i senza tetto di via Udine 19, protestata con dure parole dalla consigliera comunale Sabrina Morena, è stata ieri evitata durante la riunione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione CRTrieste, responsabile dell’edificio. La gestione del centro non verrà più affidata al Comune di Trieste, ma alla Comunità di San Martino al Campo. Tuttavia, il centro rimarrà operativo esattamente come in precedenza, offrendo rifugio a immigrati irregolari, clochard e richiedenti asilo in attesa. La Comunità di San Martino al Campo firmerà un contratto di comodato, mentre i fondi per gestirlo proveranno per buona parte dalla Fondazione CRTrieste e, in minore misura, dal Comune di Trieste. Il nodo della polemica, che aveva minacciato lo scorso mese la chiusura del centro per il primo luglio, è come la struttura sia ormai frequentata molto più da migranti che da senzatetto; una competenza, secondo la giunta Dipiazza, propria della Prefettura, non del Comune di Trieste, ora (ex) responsabile della gestione.

L’immobile vanta già in precedenza una storia filantropica, perché ospitava, dal 1962, la veneranda Cassa Mutua di Malattia degli Artigiani di Trieste (1957-1981). Successivamente acquistato dalla Fondazione CRTrieste nel 2009, il “nuovo” Centro, ristrutturato, offriva un servizio di lavanderia, docce e il minimo di strumenti per garantire l’igiene personale, aiuto basilare nella ricerca di un lavoro, consulenza legale con gli avvocati, ambulatorio medico una volta alla settimana, distribuzione di vestiario e un servizio di ristorazione. Insomma, un piccolo, ma essenziale “pacchetto” per dare concretamente una mano a chi era in difficoltà. Il Centro, messo a disposizione del Comune con un comodato gratuito novennale, rinnovato nel settembre 2018, aveva avuto un buon successo, con un via vai di 4600 persone tra il 2009 e il 2014.