25.07.2019 | 09.30 – E’ già passato un anno da quel fatidico 25 Luglio 2018. Quel giorno, Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo Fiat-Chrysler Automobiles, spirava presso l’ospedale di Zurigo, a causa di un embolia cerebrale. In 14 anni di gestione, il manager abruzzese è riuscito a salvare il Gruppo Fiat, trasformandolo in un colosso automobilistico mondiale da nove zeri. Prima di passare a miglior vita, Marchionne, era riuscito a tracciare la rotta da far seguire ai suoi successori, attraverso la stesura del piano industriale 2018-22, presentato un mese prima della sua morte, presso gli ambienti del Circuito di Balocco, nel vercellese. In quell’importantissimo giorno, Marchionne, aveva annunciato di essere riuscito ad ottenere gli obiettivi finanziari che si era posto sin dal suo insediamento e di aver portato a quota zero i debiti del gruppo.
Oggi, su quel sentiero da lui tracciato, gli uomini e le donne del Gruppo FCA, portano avanti la sua ‘’mission’’ cercando di tenere testa alla concorrenza e a tutte le insidie amministrative che incorrono quando si è a comando del quarto gruppo automobilistico mondiale.
I nuovi vertici, nominati in quei drammatici giorni in cui Marchionne lottò contro la vita e la morte, oggi hanno le redini dell’azienda ben salde tra le mani; sia per quanto riguarda il Gruppo FCA, sia per quanto concerne il Gruppo CNH (Veicoli Industriali) e la prestigosa casa automobilistica di Maranello, Ferrari.
All’inglese Mike Manley, ex A.D del marchio Jeep Europe, è stato affidato il compito di condurre il gruppo italo-americano verso i traguardi pianificati, a Richard Palmer il compito di tenere sotto controllo i conti, all’italiano Pietro Gorlier quello di gestire le attività dei marchi europei.
John Elkann, presidente di FCA, raggiunta la fase della maturità, ha ottenuto la piena leadership del gruppo, garantendo l’impegno della famiglia Agnelli e valutando le possibili opzioni di alleanze e collaborazioni con gli altri colossi del mondo dell’automotive.
Cos’è cambiato in un anno?
Magneti Marelli, gioiello della componentistica elettronica, è stato venduto alla giapponese Calsonic per 6 miliardi di euro. Un’operazione commerciale che ha permesso ad FCA di reperire parte delle risorse necessarie per concretizzare al meglio il programma del proprio piano industriale.
Sono stati siglati accordi sul fronte delle tecnologie del futuro, a partire dalle alleanze con i giganti del tech e dell’informatica come Samsung e Google ma anche con quelli dell’energia come Enel X ed Engie.
Per quanto riguarda il prodotto industriale italiano, automobili in primis, l’annuncio più importante degli ultimi mesi riguarda la produzione della Fiat 500 elettrica presso lo storico stabilimento di Mirafiori a partire da Marzo 2020, ma anche l’introduzione sul mercato delle versioni hybrid della 500X e della sorella Jeep Renegade, veicoli prodotti entrambi nel nostro paese, presso lo stabilimento lucano di Melfi dove, entro aprile 2020, si attende l’arrivo della catena di montaggio del fuoristrada Jeep Compass. Sempre per il prossimo anno, per quanto riguarda i marchi del lusso, sono attese la coupè Maserati Alfieri, presso lo stabilimento di Modena e 5 nuovi modelli Ferrari entro la fine del 2019. Nel primo trimestre del corrente anno è anche aumentata la produzione del furgone Ducato nello stabilimento della Val di Sangro, ottenendo per la settima volta consecutiva il titolo di miglior base per camper a livello europeo.
Al momento la cassa integrazione zero, tanto bramata da Marchionne, è ancora un sogno ma l’obiettivo della piena occupazione entro il 2022 è sempre più vicino.
Nel frattempo, il pensiero di Sergio Marchionne è entrato a far parte dei programmi di studi di alcuni corsi di economia e finanza presso i più prestigiosi atenei universitari. Marchionne è attualmente l’unico manager italiano, dell’era moderna, il cui pensiero viene studiato, al pari di quello dei grandi guru americani della strategia aziendale e del management.


