01.07.2019 – 14.34 – Chi avrà passeggiato oggi tra Piazza dell’Unità d’Italia, Via Pescheria e limitrofe, avrà notato una street art diversa dal solito adornare i muri: sono i gattini anarchici, “AnarCat“, opera dell’artista di strada milanese Cristina Donati Meyer. L’attivista politica si è trasferita a Trieste nell’occasione dell’annunciata visita di Salvini, prevista il prossimo venerdì 5 luglio. I manifestini appiccicati nelle strade sono infatti, secondo l’artista, un’opera di resistenza contro il Ministro dell’Interno. I gatti, animali ribelli e anticonformisti per eccellenza, vengono raffigurati nell’atto di violare “leggi, norme e codici imposti da ottusi burocrati e despota”, o meglio, “divieti artificiali inventati da governanti demagoghi”. Un’opera di sobillazione, perchè, secondo la Meyer, i gatti anarchici dovrebbero incitare i triestini “resistenti, dotati di cuore e cervello” a “dare il malvenuto con ironia, al Ministro dell’Inferno, Salvini“.

L’arte diventa pertanto manifesto di ribellione e dunque proclama politico: “Ogni triestino antifascista – invita la Meyer – attacchi un cartello ad un muro o esponga a balconi e finestre uno striscione, un gattino, un paio di mutande, per dare il malvenuto al ministro Salvini che verrà a Trieste per concordare con il suo collega presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, la costruzione di un muro di 243 chilometri alla frontiera con la Slovenia. Questo surrogato di Mussolini e di Orban deve avvertire la netta impressione di non essere il benvenuto!”, conclude l’attivista. Merita ricordare, a questo proposito, come i 243 km siano un errore dell’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano e come il “muro” siano in realtà possibili barriere da posizionare nei tratti più battuti dai migranti nel Carso triestino. Un’operazione minacciata solo a fronte del disinteresse verso la questione “immigrazione” da parte dell’Unione Europea.