14.06.2019 – 13.31 – Una semplice goccia di sangue. È quanto potrebbe bastare, in futuro, per rivelare la presenza di un tumore alle sue prime fasi di sviluppo. Un esame del sangue e via, ogni dubbio viene risolto. Il paziente può tirare un sospiro di sollievo o, in caso contrario, può agire e venire curato quando le probabilità di guarire sono ancora molto alte. Un metodo diagnostico del genere, poco invasivo ed economico, migliorerebbe certamente l’esito delle terapie antitumorali, le quali, come concordano gli esperti, prima iniziano, più sono efficaci. Tuttavia questa rimane allo stadio attuale niente più che un’ipotesi, una congettura scientifica. Se ne parla con Loredana Casalis, responsabile del NanoInnovation Laboratory di Elettra Sincrotrone Trieste, martedì 18 giugno, alle ore 17.30, presso lo spazio Trieste Città della Conoscenza.
“Il cancro è una malattia complessa, che si sviluppa in modo diverso da persona a persona”, spiega Casalis. “La medicina oramai è concorde sul fatto che non si possa sconfiggere il cancro con una pillola o un cocktail di pillole uguale per tutti, come nella chemioterapia classica. Aumentare la sensibilità dei dispositivi diagnostici è la strada per capire quando e come il cancro si sviluppa in un particolare individuo per personalizzare la terapia”.
Uno dei possibili mezzi potrebbero essere proprio le nanotecnologie, che garantiscono di poter individuare il timore quando ancora al suo stadio iniziale (e dunque curarlo): “Kit miniaturizzati basati sui risultati di queste ricerche potranno in futuro essere utilizzati per la diagnosi precoce su larga scala dei tumori, riducendone la mortalità.”
L’evento di natura divulgativa è gratuito aperto a tutti e si svolgerà in italiano. La conferenza di Casalis fa parte del ciclo di eventi abbinati all’esposizione IDEA, creata da Elettra Sincrotrone, che traduce in musica la struttura della Materia. Maggiori informazioni al sito www.triesteconoscenza.it


