Migranti, nuovo protocollo per i controlli sanitari. Collaborazione tra Polizia e Sanità

28.06.2019 – 17.15 – L’aumento dei flussi migratori in atto sulla rotta balcanica, particolarmente intenso in questi mesi estivi, tra giugno e luglio, ha evidenziato la necessità di una maggiore sicurezza sanitaria, tanto per i migranti, quanto per gli operatori impegnati negli ultimi giorni. È pertanto in corso di redazione un protocollo operativo condiviso tra forze di polizia e personale sanitario. L’obiettivo consiste nella verifica dello stato di salute dei migranti intercettati, così come in alcune operazioni di profilassi di base. Non solo una misura di buon senso, ma una necessità anche di legge, perché altrimenti i soggetti non possono essere trasferiti in centri di accoglienza fuori dalla regione. Il protocollo prevede inoltre di affiancare, alle pattuglie di polizia, personale sanitario. “Il contrasto agli ingressi irregolari lungo la rotta balcanica – sottolinea il governatore Massimiliano Fedriga – ha giocoforza anche un aspetto sanitario. Con il rafforzamento dei pattugliamenti lungo la frontiera vi è la necessità di intensificare anche i controlli sanitari. Bisogna essere in grado di verificare in condizioni di sicurezza lo stato di salute delle persone intercettate, per prevenire la diffusione di eventuali malattie, e proteggere in primo luogo gli agenti di polizia preposti ai controlli. Da qui la decisione di attivare un percorso che preveda l’assistenza costante di operatori della sanità in affiancamento alle Forze di Polizia a valle delle operazioni di rintraccio delle persone che intendono raggiungere in maniera irregolare il Friuli Venezia Giulia”.

Il vicepresidente della Regione e assessore alla salute Riccardo Riccardi svela nuovi dettagli: “Sarà costituito un nucleo di operatori sanitari in grado di operare sull’intero territorio regionale a supporto delle Forze dell’ordine nell’affrontare le situazioni più critiche”. Verranno inoltre, in quest’ambito, rafforzati i programmi di accoglienza sanitaria già in essere. “L’attuazione di programmi di prevenzione – ha evidenziato Riccardi – e soprattutto l’allestimento di strutture di primissima accoglienza con i requisiti minimi essenziali di igiene e profilassi, sono il più efficace sistema per contenere il rischio di contrarre e diffondere malattie infettive o parassitarie”.

Il Tavolo dei migranti stesso ha confermato come procedere a controlli sanitari all’aperto, in strada, o in zone selvagge, senza adeguata strumentazione, sia una cattiva idea, con molteplici rischi. La Giunta regionale ha dunque approvato oggi una generalità che avvia il tavolo di confronto e condivisione fra i livelli istituzionali coinvolti nella gestione delle criticità: il gruppo di lavoro vedrà la presenza di rappresentanti della Prefettura e delle Direzioni regionali Salute e Sicurezza.

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