13.06.2019 – 07.30 – Ricorre questa settimana il Bloomsday 2019, tradizionale appuntamento di incontri e attività in onore di James Joyce e del suo legame con la Trieste più squisitamente “letteraria”. Joyce infatti visse lungamente a Trieste, tra il 1904 e il 1920 e ancor più vi ritornò col pensiero denso di affetto e nostalgia, mentre viaggiava (e scriveva!) per tutta Europa. E proprio per celebrare lo scrittore irlandese la città vedrà quest’anno illuminarsi un progetto artistico, che arricchirà le vie della Trieste di Joyce fino alla Barcolana. Sono una serie di luci d’artista, che daranno forma&colore a parole e luoghi del romanzo Ulisse.
Organizzata dall’Associazione culturale Cizerouno e dal collettivo di arte sociale Dmav, “Doublin’” verrà accesa questo sabato 15 giugno 2019, dalle ore 21, alla fine di via Pescheria (lato via dei Fornelli), attraverso una sovrapposizione di luci, sonorizzazioni, attori in movimento che leggeranno brani estratti dall’Ulisse e un concerto finale.
I quattro neon d’artista – appositamente realizzati – a partire da via della Pescheria daranno vita e corpo a una toponomastica onirica che si sovrapporrà, confondendosi, agli spazi urbani odierni del quartiere di Cavana, andando a generare un dialogo visivo tra luoghi fisici e quelli letterari. Da qui nasce il nome del progetto: un gioco di parole che dal nome della località di Dublin diventa Doublin’, cioè raddoppiare. I neon consentiranno infatti di “duplicare” la Città Vecchia, tracciando paralleli tra la sua vitalità concreta e quella “artistica”, intrecciando presente, passato e futuro.
I neon corrisponderanno ai luoghi di Città Vecchia che più Joyce amava frequentare, tra locande e bordelli, rigatterie e viuzze nascoste. Il progetto vuole infatti essere un punto di inizio per rivalorizzare l’area, in ambito turistico, certo, ma non solo. Ripercorrere i luoghi che Joyce frequentava significa anche riscoprire la memoria storica della Trieste più antica e preservarla. Un calderone di comunità e anime, dalla tedesca, alla mediterranea, alla slava, all’inglese, che trova in un personaggio cosmopolita quale Joyce un efficiente simbolo.


