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mercoledì, 10 Agosto 2022

“D Edizione Straordinaria”: con Cardella un ritorno alle origini del giornalismo tradizionale

17.06.2019 – 19.10 – Che cosa significa essere un giornalista e soprattutto quali sono gli elementi che chi aspira ad intraprendere questa carriera dovrebbe tenere in considerazione? Per definizione il giornalista è colui il quale, “per professione scrive per i giornali“, un’affermazione che a prima vista potrebbe sembrare banale, ma che, se inserita nel contesto giornalistico odierno, non è per niente scontata. Al giorno d’oggi infatti, con “giornalista” si va ad intendere spesso molto più di quanto realmente competa a questa professione, inglobando all’interno di questa “nomina” professioni che molto spesso non ne fanno nemmeno parte. Risulta quindi di fondamentale importanza, oggi più che in passato, effettuare una sorta di “ritorno alle origini“, dove il giornalista è certamente colui il quale scrive per un giornale, ma lo fa passando attraverso lo studio, la pratica, la competenza e la conoscenza che questa professione richiede, alla stregua di qualunque altra.

 

Un ritorno alle origini è anche l’obiettivo che si prefigge il laboratorio giornalistico “D Edizione Straordinaria“, un progetto ideato e condotto da Francesco Cardella, giornalista professionista e laureato in Scienze della Comunicazione, che va ad inserirsi all’interno del Cartellone Trieste Estate, promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune.
Il laboratorio, giunto ora alla sua terza edizione, si svolgerà ogni giovedì sera a partire dal 27 giugno 2019, dalle ore 18.30 alle ore 19.45, presso il Polo Giovani di San Giusto, in via della Cattedrale 4.
Indirizzato principalmente agli Under 35, il corso, gratuito e aperto a tutti, offrirà ai suoi partecipanti l’occasione di apprendere “l’ABC del giornalismo“: dalle regole di base dell’articolo, all’intervista, fino alla formulazione di un comunicato stampa, tutti elementi che avranno lo scopo finale di creare una cornice mediatica per un evento, costituito dall’arrivo in aula di un personaggio noto, quest’anno rappresentato da Andro Merkù, comico, imitatore e giornalista, che i partecipanti avranno il compito di preannunciare e successivamente intervistare dal vivo, in chiave non solo cartacea ma con microfono alla mano.

Per essere giornalisti, non basta essere ‘bravi in italiano’ o ‘bravi a scrivere’ “, spiega Francesco Cardella, “bisogna avere la vocazione, essere quindi curiosi e al contempo avere anche un po’ la faccia tosta, necessaria per questa professione. Inoltre, ci deve anche essere la consapevolezza in merito a che tipo di professione giornalistica si vuole fare: sotto il tetto del giornalismo ci sono infatti molteplici mansioni, dal fotografo, all’operatore, all’addetto stampa. Io cerco, in queste sette lezioni, di instillare intanto questi piccoli valori che reputo fondamentali per capire se uno ha la vocazione”.

Attualmente, la carriera giornalistica, risulta essere una scelta particolarmente gettonata dalle giovani generazioni, tuttavia, si tratta di una professione che nel corso degli ultimi anni, come spiega lo stesso Cardella, risulta essere “Inflazionata non solo in termini di mercato ma di dignità: nell’immaginario collettivo appare come una professione alla portata di tutti, dove l’etica è un accessorio e la preparazione un dettaglio. “Molti scelgono questa professione senza, a mio parere, avere i mezzi, le capacità e anche le opportunità di mercato; come non tutti hanno la possibilità di fare l’avvocato, allo stesso modo non tutti hanno la possibilità di fare il giornalista”. A mettere ulteriormente in crisi il moderno universo dell’informazione inoltre, è anche un sempre maggiore adattamento a quello che è il linguaggio dei Social Network, segno della loro inesorabile avanzata anche in campi dove, come nel caso del giornalismo, la comunicazione immediata e veloce non dovrebbe essere una prerogativa. “Quello che ho percepito negli ultimi due anni nel mio laboratorio”, spiega il giornalista, “è che molti ragazzi non hanno la concezione della scrittura, tutto è in termini di Social, il linguaggio è legato ad una sintesi da ‘Twitteraggio’ e l’approccio al giornalismo non si basa più su una visione canonica o su delle regole di base, ma piuttosto sul parlare apertamente, elemento che tuttavia non coincide con l’informare. Una volta il giornalista era quello che scriveva, quello che faceva televisione e quello che faceva la radio; ora c’è il blogger, c’è l’opinionista. Io tornerei alle origini di un giornalismo di base, canonico e anche rigido, tradizionale e preciso”.

Ad aggravare la situazione, spiega Francesco Cardella, contribuisce una grande confusione generale in merito agli studi da seguire per intraprendere questa professione: “Manca un processo di chiarezza in merito alla professione, dovrebbe essere divulgata con una didattica precisa a partire dalle basi ed è quello che io cerco di fare umilmente nel mio laboratorio. Quindi il problema è a monte in quanto risulta difficile anche formarsi, lavorare e guadagnare, aspetto, quest’ultimo, molto importante se si parla in termini di professione vera e propria. Nel caso specifico di Trieste inoltre, consiglio a chi vuole intraprendere questa carriera di… andarsene: le risorse sono poche e la facoltà che dovrebbe porre le fondamenta per un futuro lavoro nel settore, ovvero Scienze della Comunicazione, ha disilluso molti giovani, senza dare loro delle basi concrete per avviarla”.

Per chi fosse interessato ad iscriversi o desiderasse maggiori informazioni in merito al laboratorio “D Edizione Straordinaria”, può scrivere a [email protected], o contattare telefonicamente il Polo Giovani di San Giusto al 3463935776 o allo 0403485818.

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Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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