Contrabbando internazionale di alcolici, evasione tasse da 80 milioni di euro

13.06.2019 | 11.20 – Maxi evasione da 80 milioni di euro ai danni dell’Unione Europea e 180 milioni di litri di superalcolici contrabbandati, una rete criminale ben organizzata che si concentrava sull’asse Regno Unito-Italia. Sarebbero ben 87 le persone coinvolte, di cui una sessantina sono state denunciate.

Si è conclusa così l’operazione “Sine finibus” (fino al confine) che ha visto impegnate le Fiamme Gialle del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Udine in collaborazione con le Dogana britannica e quella di Cuneo. L’operazione era iniziata nel 2016 quando, a seguito di un sequestro di gasolio, a carico del titolare di una piccola azienda d’ingrosso di bevande alcoliche, la Guardia di Finanza avevano scoperto che il suo deposito fiscale risultava avere una giacenza di bevande alcoliche più che quintupla rispetto alla capienza massima.

Secondo quanto emerso, diversi erano gli escamotage utilizzati per il contrabbando: le bevande alcoliche venivano esportate grazie la falsificazione dei documenti, facendo risultare le operazioni a carico di alcune ditte dell’Unione Europea inconsapevoli, oppure in accordo con i titolari di alcuni depositi, venivano falsamente registrate nei magazzini di queste. Litri e litri di vodka, whiskey e altre bevande superalcoliche -anche partite di prodotto scaduto-, venivano così spedite nel Regno Unito per raggirare le gravose imposizioni fiscali applicate nel paese. Lo stesso espediente è stato già utilizzato anche per il contrabbando di pallet e sigarette, da qui il collegamento anche con quanto accaduto 3 anni prima con il sequestro di gasolio, il quale aveva fatto scattare le indagini degli agenti della Finanza, convinti che l’uomo volesse applicare lo stesso meccanismo anche per il traffico di gasolio, ampliando così il suo giro di affari.

A capo della rete di contrabbando di alcoolici, un britannico di 63 anni soprannominato “John” e un brindisino di 46 anni. Nei confronti di entrambi i soggetti sono stati emessi dei provvedimenti di cattura, in particolare per il cittadino inglese un mandato di arresto europeo mentre per il 46enne italiano un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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