Sertubi, Pepe (Fim): Se l’UE non annulla i dazi, chiusura a settembre

09.06.2019 – 08.55 – Un’applicazione rigida e unilaterale della normativa europea continua a impedire la sopravvivenza della Sertubi di Trieste: lo stabilimento infatti rischia, se non la chiusura definitiva, certamente un ridimensionamento a danno dei 68 occupati.
La Sertubi è una delle tre aziende in Europa capaci di produrre tubi di ghisa sferoidale, seconda soltanto alla Saint-Gobain, in Francia. L’azienda è da tempo di proprietà della Jindal Saw, che ha spostato la produzione delle tubature in India. La sede triestina attualmente ha il compito di rifinire i tubi, trasformandoli da semplice materiale grezzo a prodotto pronto all’utilizzo. Un ruolo di alto livello, per il quale viene apposto il “Made in Italy“. Secondo l’Agenzia delle Dogane, che applica le leggi in vigore dell’Unione Europea, la rifinitura non basta per apporre il marchio “italiano”. Quest’intralcio aveva bloccato a ottobre 2017 una commissione importante dall’Iraq. I dazi dell’Unione Europea, inoltre, impediscono alle tubature della Sertubi di concorrere ad armi pari con le aziende tedesche o francesi nelle gare europee, né di stare al passo con il resto del mondo.

Ansa FVG ha riportato le ultime novità sulla situazione dell’azienda, ora più che mai incerta: “Se sarà concesso dall’UE l’annullamento dei dazi sul tubo indiano finito, entro fine giugno, l’impianto potrebbe restare aperto dando lavoro al massimo a una ventina di persone, con la richiesta di cassa integrazione straordinaria per tutti gli altri – spiega il delegato aziendale della Fim, Michele Pepe – In caso negativo entro settembre ci sarà la chiusura totale dello stabilimento”.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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