27.05.2019 – 15.46 – Più che raddoppio del numero di treni, dai 10 mila a 25 mila, e le stazioni di Campo Marzio, Aquilinia e Servola snodi ferroviari strategici per le merci sulla ‘Nuova Via della Seta’. Questo il progetto per le infrastrutture ferroviarie di “Trihub”, prima parte delle tre che costituiscono l’accordo con la Cina inserito nella lista dei progetti dell’Unione Europea, che vede protagonista l’Autorità di Sistema Portuale di Trieste e la “China Communications Construction Company”, o “CCCC”.
Il progetto “Trihub” riguarda gli investimenti ferroviari nelle aree di Trieste, Monfalcone e Cervignano del Friuli per riammodernare e potenziare l’infrastruttura retaggio di quella degli Imperi Centrali d’altri tempi e capace di raggiungere il cuore e il nord dell’Europa; l’idea è quella di realizzare un terminal strategico per i convogli ferroviari da affiancare alle stazioni di RFI, la rete ferroviaria italiana; i nomi delle stazioni sulle quali si lavora sono naturalmente Campo Marzio e poi Aquilinia, snodo per le aree coperte ex Wärtsilä, divenute punto franco con Freeeste, e Servola, stazione costruita sulla ‘linea bassa’ da Campo Marzio a Parenzo e poi diventata negli anni un semplice punto di passaggio, via via dimenticato. La stazione di Servola, però, visti gli ampi spazi che una ristrutturazione dell’area della Ferriera metterebbe a disposizione, è di estremo interesse per la Cina in quanto permetterebbe la creazione e gestione di convogli merci più moderni e lunghi in un’area che può essere ottimamente servita sia da un punto di vista marittimo che stradale. Quella a cui si accenna, e non più sottovoce, è anche la possibilità che l’ampliamento della stazione di Servola faccia diventare realtà la chiusura dell’area a caldo della ben nota Ferriera, sulla quale la politica, sia di destra che di sinistra, non è mai riuscita a trovare una soluzione. Con l’aumento di interesse e l’avvio degli investimenti, però, da argomento che tocca il lavoro e gli equilibri diventa una pura questione di denaro fra chi sicuramente chiede tanto – la Siderurgica Triestina – e chi questa volta, rispetto al passato, può permettersi ed è intenzionato, di fronte ad un accordo strategicamente vantaggioso, a pagare: la Cina. E quando c’è il denaro, il sogno, in questo caso quello di veder scomparire il fumo delle ciminiere, può trasformarsi in realtà, andando a segnare un punto in più per la Cina nel rapporto con la cittadinanza che sarebbe un enorme successo d’immagine. Chissà.
[foto: Andrea Miglia]


