17.05.2019 – 22.00 Si è svolto venerdì 17 maggio la presentazione del libro di Walter Böhm e Umberto Laureni“Trieste. Quarant’anni di Primo maggio”: un’opera contenente un vero e proprio archivio fotografico delle manifestazioni che per un quarantennio si sono susseguite il giorno della festa dei lavoratori. “Il libro nasce dall’incontro di due esigenze – esordisce Adriano Sincovich, segretario generale Spi Cgil Trieste – ricordare con le foto pezzi di storia del lavoro di cui si sa poco e valorizzare l’impegno artistico di questi due fotografi e delle forti emozioni che un’immagine può trasmettere”. Un viaggio tra cambi generazionali scanditi da mode e tradizioni fino ad approdare all’essenza della società liquida, dettata dalla precarietà come evidente chiave di lettura. Il lato affascinante e unico di questa raccolta è sicuramente il tenore delle foto, scattate da professionisti immersi in una manifestazione a loro cara, alla quale presenziano proprio perché rappresentano parte attiva di essa. Presente alla manifestazione anche la professoressa di Storia Contemporanea dell’Università degli Studi di Trieste, Tullia Catalan, la quale porta alla luce i temi salienti che adornano la festa dei lavoratori della sacralità che la contraddistingue.
“Prima di tutto è necessario osservare il cambio di costumi dagli anni Ottanta ad oggi. Un tempo la tradizione voleva che i lavoratori sfilassero in silenzio, in giacca e cravatta e in fila per onorare appunto l’importanza di quella festa – attesta la Professoressa Catalan e continua – negli anni a seguire si ha l’irrompere dei giovani che portano celebrazioni scomposte e liberatorie”. Emergono dunque temi forti come quello dell’esclusione sociale, del razzismo e del pacifismo che ancora oggi restano punti cardine del primo maggio. L’obiettivo di “Trieste. Quarant’anni di Primo maggio” è quello di riattivare la memoria, visto che la conoscenza storica dagli anni Settanta in poi è poca. Filo conduttore della manifestazione, come sottolinea il direttore del Piccolo Enrico Grazioli, è il garofano rosso, che appare come protagonista della copertina del libro, che ricorda come il lavoro sia un fiore da coltivare in modo da salvaguardarne gli obiettivi e specialmente i valori.


