SGT, la “Ginnastica Triestina” in crisi verso l’assemblea. Le proposte dopo la raccolta di firme.

14.05.2019 – 19.15 – Per la Società Ginnastica Triestina, la SGT, si avvicina la data dell’assemblea richiesta dai soci; molte, ancora, le incognite sul futuro della storica istituzione triestina, gravata dai debiti. Sul perché del protrarsi di una situazione di crisi già nota da tempo e sulle prospettive per una sua positiva risoluzione abbiamo chiesto l’opinione di Massimo Varrecchia, promotore della raccolta di firme che ha portato al confronto con l’attuale consiglio direttivo.

Varrecchia, vorremmo chiederle che cosa succede alla SGT: la “Ginnastica Triestina” è ancora nella bufera. Lei è autore della raccolta di firme di cui si è molto parlato.

Venerdì scorso, 10 maggio, ho incontrato il presidente, Marco Fumaneri; la mia richiesta è stata, come socio della Ginnastica Triestina, quella di essere informato sulla situazione attuale per poter intervenire, con cognizione di causa e avendo in mano dati concreti, all’assemblea che la SGT ha già convocato e che si svolgerà venerdì prossimo. È stato presente anche un amministratore facente funzioni, in quanto l’ultimo amministratore si è dimesso.

Nel concreto, quello con il presidente Fumaneri è stato un incontro costruttivo?

Grazie alla disponibilità dei soggetti presenti, che rappresentano, ad oggi, il direttivo, da un’analisi franca e serena della documentazione alla quale ho avuto accesso e, conseguentemente, dello stato di salute della Ginnastica Triestina, l’incontro si è concretizzato nel tentativo di abbozzare una ipotesi di soluzione che permetta di traghettare oltre l’attuale situazione di crisi tutte le sezioni che formano la storica e gloriosa società.

Il problema principale, però, resta la liquidità: manca denaro, e c’è una forte situazione di debito.

Si. Il debito consolidato è rilevante e dovrà essere onorato entro il 2024; si riflette in una mancanza di liquidità nella gestione ordinaria, che ha chiuso a filo in pareggio gli ultimi tre esercizi.

Come mai si è giunti a questo?

In maniera, a mio modesto parere, non corretta, e con lo scopo – così ha asserito il presidente – di mantenere un buon Rating bancario, il direttivo della società copre le rate dei mutui del debito consolidato con le entrate destinate alla gestione ordinaria. Questo rende la mancanza di liquidità una situazione perenne e costante, e produce quel cronico ritardo nei pagamenti agli istruttori e ai fornitori del quale si è molto parlato. Nell’ultimo periodo questa discussione, che ha preso toni pesanti, è stata bene evidenziata dalla stampa locale: si è discusso spesso di chi stia venendo pagato e di chi no, e l’argomento ha esaltato proprio quel ‘gioco’ che ha finito per produrre forte insoddisfazione, invidia e una certa rabbia tra gli istruttori stessi. Si è caduti, così, in una situazione di crisi ancora peggiore in quanto contrassegnata dagli scontri interni e dalla formazione di fazioni avverse. Ne sono stati coinvolti i soci e i genitori degli atleti.

Perché ha deciso di impegnarsi in prima persona per la SGT, e qual è il suo ruolo attuale?

Alla SGT mi lega un grandissimo affetto, e sono stato eletto a portavoce di quel gruppo di genitori che ha raccolto le firme e richiesto l’assemblea straordinaria al fine di portare una volta per tutte chiarezza sul futuro della società. Tengo a precisare che nel fare questo ho proposto, su mia iniziativa personale, la possibilità di trovare una conciliazione tra le parti, per evitare gli eventi negativi che sarebbero prodotti da una sfiducia al presidente Fumaneri. Non condivido assolutamente quello che il direttivo e il presidente stesso hanno fatto; li ritengo responsabili della situazione di confusione amministrativa rilevata. La mancanza di comunicazione e di confronto, però, ha fatto male a entrambe le parti: ha prodotto una divisione all’interno della società, fra le sezioni che la compongono, e questa divisione ha toccato il cuore dello sport che si pratica al suo interno. Parliamo di diverse discipline, sia storiche che più recenti, che per tradizione si sono sempre aiutate fra loro, sostenendo quelle a volte più in difficoltà, per mantenere viva la loro presenza e alto il nome del gruppo; alcune sezioni, che per presenza di un numero di atleti non sufficiente a coprire le spese – imputate da un sistema di ripartizione non ben chiaro – hanno avuto un disavanzo ripianato dall’utile delle altre.

Entrando nel concreto della sua proposta di salvataggio?

Bisogna trovare una soluzione condivisa tra le parti; lo scopo è quello di uscire dalla situazione di crisi, che è ben nota e che mette la sopravvivenza della società a rischio, e dare un segnale positivo alle banche e ai creditori. Penso che sia necessario, per tutti, rinunciare a qualcosa, e soprattutto mettere da parte l’orgoglio personale per poter dare un futuro alla Ginnastica Triestina. Intendo proporre di allargare il consiglio direttivo a soggetti che rappresentino in modo più omogeneo tutte le sezioni della società, e che non siano solo, come oggi accade, rappresentazioni del presidente. Stabilendo un piano di rientro in vent’anni per il debito consolidato, con la richiesta di impegno ai soci che vogliono e possono farlo di un versamento straordinario annuo di 100 euro per 10 anni, oltre alla quota associativa e d’iscrizione alle discipline; a loro verrebbe riconosciuto il titolo di soci sostenitori. E predisponendo contratti con gli istruttori per una durata pari al mandato del consiglio direttivo, proprio perché espressione dello stesso, potremmo, così, anche programmare assieme agli istruttori stessi un piano di ampliamento e un progetto per la propria disciplina su più lungo termine. Magari attirando, così, anche sponsor privati. Questa, nel suo complesso, è la proposta che porterò all’attenzione di tutti i soci.

Pensa che la “Ginnastica Triestina” possa superare questa nuova, grave crisi, risultato di una situazione che si trascina ormai da molto tempo?

Ne sono convinto. Spero vivamente che il ‘leone’ della Ginnastica Triestina possa tornare a ruggire, a stare assieme ai cittadini, a farsi ascoltare dalla politica e dalle istituzioni triestine per ottenere quel giusto riconoscimento di funzione socio-educativa. Già subito dopo l’assemblea del prossimo 17 maggio. È una data vicinissima.

Ultime notizie

Dello stesso autore