23.05.2019 – 10.28 – Intelligenza artificiale, reti neurali, algoritmi evolutivi… Slogan che oggigiorno popolano le principali testate tecnologiche, Wired in testa, spesso con il gusto della novità proveniente oltreoceano. Eppure, già verso la fine degli anni Novanta, nell’Area Science Park di Trieste, quest’identici argomenti venivano affrontati e discussi da una piccola software house triestina, ESTECO.
Vent’anni dopo, l’azienda festeggia la sua trasformazione in una realtà tecnologica di grande spessore, specializzata in soluzioni per la progettazione ingegneristica e la gestione dei dati di simulazione. ESTECO oggigiorno conta infatti 120 dipendenti distribuiti in tre sedi, tra quella principale a Trieste e le due controllate in India e negli Stati Uniti. Nasce nel 1999 dall’idea di tre ingegneri, Carlo Poloni, Luka Onesti ed Enrico Nobile, i quali decidono di trasformare le proprie conoscenze, acquisite lavorando ad un progetto europeo, in un prodotto commerciale di successo. ESTECO infatti vanta il primato di essere stata la prima spin-off dell’Università di Trieste e in Italia. L’idea di sfruttare le conoscenze scientifiche direttamente in prima persona nel campo tecnologico si rivelò un’intuizione fondamentale divenuta poi la norma in tutto il settore.
“Quando abbiamo fondato ESTECO, ottimizzazione multiobiettivo era un argomento praticamente sconosciuto: abbiamo inseguito una visione in anticipo sui tempi e credo che, sommata a una certa dose di fortuna, sia stata questa la chiave del nostro successo”, spiega Carlo Poloni, presidente e co-fondatore di ESTECO.
“L’intelligenza artificiale e le reti neurali, oggi sulla bocca di tutti, sono sfruttati all’interno del nostro software, modeFRONTIER da 18 anni. Di algoritmi evolutivi ci siamo occupati fin dal 1995, quando organizzammo un workshop con gli esperti che già a quell’epoca lavoravano su questo tema”.
ESTECO ha oggi più di 300 clienti industriali internazionali tra i quali Alenia Aermacchi, Bombardier Transportation, Ferrari, Embraer, Ford, Honda R&D, Jaguar Land Rover, Landi Renzo, Piaggio, Volvo Car Corporation, NASA. A questi si aggiungono circa 200 prestigiose università che utilizzano il software per finalità didattiche e di ricerca.
Il core business di ESTECO rimane il settore automobilistico, navale e aerospaziale con recenti investimenti nella chimica, biologia, scienze della vita e bioingegneria. Indimenticabile, in questo campo, la partecipazione di ESTECO alla “Space X International Challenge” del genio Elon Musk, con il software triestino utilizzato per il progetto del treno a lievitazione magnetica.
“Anche dopo 20 anni continuo a considerare ESTECO una start up, o meglio una learning company: pur avendo il nostro core business continuiamo sempre a studiare e a cercare nuove strade”, conclude Poloni.


