Chiama i soccorsi ma l’ambulanza ha l’indirizzo sbagliato, 63enne muore per arresto cardiaco

27.03.25 – 11:30 – Un piccolo errore spesso può essere fatale, soprattutto quando si tratta di salvare delle vite. Il fattore tempo è imprescindibile.
L’episodio è avvenuto il 29 ottobre scorso ma se ne sa notizia soltanto ad oggi, grazie ad un approfondimento del consigliere regionale Furio Honsell. Nella prima mattinata di quel 29 ottobre, una donna ha contattato il NUE 112 di Palmanova perché il fratello era in arresto cardiocircolatorio. Quando la chiamata passa alla SORES – Sala operativa emergenza sanitaria – e viene attivata l’ambulanza in codice rosso, invece di indirizzarla in via Carlo Lona, va verso via Carlo Hollan. Ma c’è un’altra questione: nonostante fosse un caso di arresto cardiaco, l’automedica è stata contattata 14 minuti dopo l’allarme.
L’uomo 63enne vittima del malore non ce l’ha fatta, nemmeno dopo una prolungata operazione di rianimazione cardiorespiratoria.
In queste situazioni, le probabilità di sopravvivenza decrescono del 10% per ogni minuto che passa; non si può avere la certezza che se l’ambulanza fosse arrivata prima, l’uomo si sarebbe salvato, ma l’immediatezza dei soccorsi avrebbe forse potuto fare la differenza.

Sull’episodio, il consigliere Honsell ha indirizzato un‘interrogazione all’assessore alla Salute Riccardi, chiedendo quali provvedimenti intenda adottare per correggere una situazione “evidentemente fuori controllo che continua a mettere a rischio la vita e la sicurezza dei cittadini. Sono ormai sette anni che ci viene ripetuto che non serve avere in Centrale operativa personale che conosce il territorio visto che ci sono tecnologie avanzatissime di geolocalizzazione che indirizzano infallibilmente i soccorsi”.

[e.s.]

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