07.05.2019 – 10.20 – Questa sera, martedì 7 maggio alle ore 21.00, al Cinema Ariston di Trieste, verrà proiettato il film documentario di Adele Tulli, “Normal”: un viaggio inatteso che mira ad analizzare quelle che, ad oggi in Italia, si delineano come le norme, piuttosto che gli stereotipi o le convenzioni di genere. L’evento, organizzato da La Cappella Underground e dall’associazione Spaesati, in collaborazione con FVG Pride, nell’ambito delle attività culturali in programma previste nel periodo antecedente all’8 giugno 2019, data in cui si svolgerà la manifestazione conclusiva, vedrà la proiezione di questa originalissima pellicola alla presenza della produttrice Laura Romano, che sarà a sua volta preceduta da una presentazione a cura della regista triestina, Sabrina Morena.
Il documentario, presentato in anteprima mondiale alla 69esima edizione del Festival di Berlino e successivamente vincitore del Concorso Internazionale Documentari Real Lovers alla 34esima edizione del Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions, è recentemente uscito anche nelle sale italiane, dove ha ottenuto un’accoglienza decisamente positiva da parte della critica.
La pellicola, definita “fuori dagli schemi”, originale e visivamente audace, si pone quindi come una sorta di denuncia e al contempo di analisi, rispetto a quella che è ad oggi in Italia una realtà ancora ben radicata, ovvero di come il genere continui ad influire e a definire, quello che è il nostro agire quotidiano, ripercuotendosi sui nostri gesti, desideri, comportamenti ed aspirazioni.
Un documentario quindi che, attraverso un mosaico composto da frammenti di vita quotidiana, che attraversa ogni periodo della vita, dall’infanzia all’età adulta, mira ad esplorare e a mettere in luce, sotto prospettive inedite e spiazzanti, il racconto di ciò che siamo soliti chiamare “normalità”. Ecco quindi che situazioni comuni, ma anche curiose, tenere, misteriose, che si estendono dai contesti sociali più ordinari a quelli meno comuni, vengono analizzate ed esplorate da una telecamera che vuole dare al contempo uno sguardo intimo ed estraniante, di quella che è la messa in scena collettiva dell’universo maschile e femminile.
Il risultato che viene offerto allo spettatore si riassume quindi in una riflessione lucida e a tratti ironica, su quanto le costruzioni sociali dei generi, siano impattanti sulle nostre vite.
“Nei miei film precedenti ho lavorato su temi relativi al genere e alla sessualità sempre scegliendo protagonisti che riflettessero il punto di vista di chi si colloca ai margini delle convenzioni sociali dominanti” – ha raccontato la giovane regista Adele Tulli – “in questo lavoro volevo sperimentare un cambio di prospettiva, concentrandomi proprio su ciò che viene considerato convenzionale, normativo, normale. L’idea è di creare degli accostamenti che riescano a provocare un senso di straniamento e di sorpresa davanti allo spettacolo della ‘normalissima’ realtà di tutti i giorni. ‘Normal’ intende suscitare una riflessione sulle complesse dinamiche sociali attraverso cui costruiamo e abitiamo le nostre identità di genere“.
Adele Tulli: nata nel 1982, la giovane regista si posiziona già all’interno della scena documentaristica internazionale. Studia presso la Goldsmiths University of London, dove avvia i suoi studi nell’ambito del “cinema della realtà”, studiando Screen Documentary e focalizzando il suo interesse di ricerca verso gli studi di genere e la cultura queer.
Nel 2011 realizza il suo primo documentario intitolato “365 Without 377”, prodotto da Ivan Cotroneo e vincitore del Premio per il Miglior Documentario al Torino GLFF 2011. Con la sua seconda opera, “Rebel Menopause“, un ritratto intimo della straordinaria ultraottantenne Thérèse Clerc, si aggiudica l’IAWRT 2015 International Award.
“Normal“, (Italia, Svezia 2019 – 70 min), è una produzione di FilmAffair in co-produzione con AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, in associazione e distribuito da Istituto Luce Cinecittà, Intramovies, in collaborazione con Rai Cinema e Ginestra Film. Scritto e diretto da Adele Tulli, fotografia a cura di Clarissa Cappellani e Francesca Zonars, montaggio di Ilaria Fraioli con Elisa Cantelli e Adele Tulli, musiche a cura di Andrea Koch e prodotto da Valeria Adilardi, Luca Ricciardi, Laura Romano e Mauro Vicentini.









