Aggressione in taxi, in metro o in bus. Come comportarsi, parlando di sicurezza.

07.05.2019 – 17.18 – Usare i mezzi pubblici è un modo economico ed ecologico di percorrere la città. Ma, a fronte di una spesa minore per muoversi, abbiamo lo svantaggio di non poter godere della privacy e della tranquillità che ci offre il nostro veicolo (auto o scooter). Di conseguenza saremo circondati da persone, la maggior parte delle volte oneste, ma qualche volta un po’ meno. Furti, aggressioni, approcci con il gentil sesso affatto eleganti, mani morte e strusciamenti, e mancanza di rispetto verso gli anziani sono episodi tristemente sempre più frequenti. Prevalentemente questi fatti accadono a bordo degli autobus, ma visto che ormai il mondo è piccolo, e l’attività meno costosa oggi è viaggiare, reputo interessante includere anche i taxi fra i mezzi di trasporto sui quali fare attenzione. Quindi, cosa fare? Vedremo dei consigli pratici da adottare quando decidiamo di usufruire di autobus e taxi, sia per quanto riguarda la sicurezza dei nostri beni come i soldi, i bagagli, gli oggetti che abbiamo con noi, e sia per quanto riguarda la nostra incolumità. A Trieste i fatti di cronaca riguardano più i furti che le aggressioni, ma il numero di quelle di cui si racconta o che sono riportate via Social Media sta crescendo costantemente, e quindi le includeremo nel “pacchetto” di informazioni.

Premessa. Normalmente, in città, la maggior parte delle nostre attività diventano abitudini o routine. Dal punto di vista della sicurezza, fare le cose con il pilota automatico significa farle diventare “comode”, con la conseguenza negativa di un importante calo di attenzione. È la mentalità del “tanto qui no può accadere”, le abbiamo già dedicato almeno un paio di articoli: questo, e questo). Attenzione, perché una tranquilla vita fatta di “Tanto qua non può accadere” può cambiare in un paio di secondi. Vediamo allora qualche suggerimento per rendere la vita più dura ai malintenzionati, e per andare in giro sui mezzi pubblici più consapevoli. E quindi più sicuri.

Alla fermata del bus:

  • evitare le fermate isolate, se possibile;
  • farsi accompagnare da qualcuno;
  • scegliere quelle più illuminate: ai malintenzionati non piace mai una zona troppo con troppa luce, che permette oggi, tra l’altro, una migliore identificazione con le telecamere;
  • se si viaggia con il buio, informarsi sull’orario di passaggio del mezzo, e presentarsi alla fermata in prossimità dell’ora giusta per evitare di stare troppo tempo da soli;
  • guardarsi intorno, ed evitare la vicinanza di persone che, a pelle, non ci piacciono;
  • mantenere la distanza di sicurezza stando dove la persona non può toccarci, e non lasciare che nessuno si avvicini troppo. Se lo fa, spostarsi. Se insiste, tranquillamente ma con decisione, chiedergli che cosa vuole e se cortesemente può non stare troppo vicino. Farlo con un volume di voce che possa, eventualmente, attirare l’attenzione dei presenti;
  • anche se ci si annoia, non usare le cuffiette e non navigare sul proprio Smartphone;
  • se qualcuno chiede un’informazione, può essere per una reale necessità, ma potrebbe anche essere un approccio. In ogni caso, se proprio si vuole dare l’informazione richiesta, farlo in modo “asciutto”, senza perdere di vista l’interlocutore e, soprattutto, senza dargli la schiena;
  • se qualcuno ci fissa con insistenza, distogliere lo sguardo lateralmente, non verso il basso, ma mantenere la persona alla portata della visione periferica; nel caso notassimo che si avvicina, vale quanto detto prima: chiediamogli cosa vuole, cercando di farci notare anche dagli altri;
  • se notiamo intenzioni minacciose, con tono assertivo e fermo chiedergli di lasciarci in pace, minacciando di chiamare la polizia. Se ci sono altre persone presenti, coinvolgerle chiedendo loro di chiamare le Forze dell’Ordine;
  • fidarsi dell’istinto: se qualcosa ti sembra strano, invece che prestargli troppa attenzione, guarda le tue cose. Spesso infatti i ladri agiscono in squadra e, mentre qualcuno ti distrae, l’altro agisce. La regola è: se sembra strano, alza le antenne e controlla la tua roba.

Sul bus o sulla metropolitana:

  • non aprire il portafogli o non prendere i soldi (o l’abbonamento) dalla tasca quando sali a bordo: preparali già prima di salire, in modo da avere il biglietto in mano;
  • rimanere attenti (no Whatsapp! No Instagram) e guardarsi intorno. Se qualcuno ci disturba, cambiare posto;
  • guardare e memorizzare la posizione delle uscite di sicurezza e dei dispositivi di emergenza (ad esempio il tasto per aprire automaticamente le porte). Prepararsi a usare tali dispositivi in caso di bisogno o di panico da parte dei passeggeri;
  • non esibire troppo i propri valori (la borsa, il portafogli, la macchina fotografica, il cellulare stesso);
  • se si sta rispondendo al telefono, fare attenzione a quello che si dice: evitare di dire il proprio nome completo, e soprattutto, il proprio indirizzo o la destinazione;
  • cercare di stare nella zona più sicura del mezzo, ossia quella centrale;
  • quando scendete, se possibile, evitate di camminare da soli al buio;
  • se avete la tentazione di leggere un libro, guardare le mail o i messaggi, o di chiudere gli occhi giusto un paio di minuti, evitate di farlo: sono le occasioni migliori per farvi derubare;
  • tappate i buchi: borsetta ben chiusa, giubbotto abbottonato e meglio ancora se chiuso con la zip, valori (cellulare, portafoglio, soldi) nella tasca davanti con una mano infilata dentro;
  • la borsetta o lo zaino vanno tenuti davanti a voi. Se siete seduti, tenete il vostro bagaglio in grembo, chiuso e con le vostre mani sopra. Non tenetelo sul sedile vicino;
  • date le spalle a una parete, o a un finestrino, o a una persona che presumibilmente è innocua (ad esempio, un’anziana signora) o a qualcuno che conoscete;
  • se il sedile è doppio, mettetevi sul posto vicino al corridoio, non vicino al finestrino;
  • avvicinatevi all’uscita solo quando il bus si ferma, non prima. È quello il luogo preferito dai ladri, per poter rubare e poi scendere e scappare velocemente;
  • ai ladri non piace attirare l’attenzione. Quindi, se disturbati o, peggio, se qualcuno vi approccia con cattive intenzioni  e pensate che sia per aggredirvi o derubarvi, affrontatelo a voce alta, per attirare l’attenzione dei presenti;
  • se qualcuno attacca bottone, ditegli che siete occupati nel pensare a una cosa importante e non riuscite a parlare con nessuno. Se insiste, ribaditegli il concetto a voce più alta;
  • se invece le condizioni richiedono che parliate, magari con una persona anziana, come gesto cortese, allora restate generici, evitando di dare informazioni su di voi;
  • in caso di confronto tra due persone, non intervenite. a meno che non siate addestrati a farlo, ma lo sconsiglio lo stesso. Siete passeggeri, non negoziatori;
  • scesi dal mezzo, guardatevi un po’ intorno per vedere se qualcuno sta facendo la nostra stessa strada. In quel caso, fatelo passare avanti, o cambiate leggermente tragitto. Non si sa mai.

In taxi:

  • per l’attesa della vettura e per le telefonate a bordo, valgono le stesse regole viste sopra, con varianti specifiche valide soprattutto all’estero: le vetture autorizzate al servizio taxi, ma anche il noleggio con conducente, hanno specifici colori e/o autorizzazioni, esposte all’esterno e all’interno. Se non le vedete bene esposte, non salite sul mezzo;
  • informatevi bene sul tragitto: se potete, usate il GPS. Se vedete che la vettura sta andando da altre parti, accampate una scusa e fatevi sbarcare subito;
  • se non volete dare informazioni sul vostro indirizzo o sulla destinazione, fatevi sbarcare uno o due isolati prima della destinazione;
  • impostare il numero di emergenza locale pronto sul tasto ‘chiamata’;
  • se l’autista vi mette a disagio, fatevi sbarcare;
  • condividere la corsa in taxi per ridurre il costo? No problem, ma fatelo solo con persone che conoscete;
  • quando chiamate un taxi da un luogo pubblico, fate in modo che gli altri non vi sentano, così da non poter risalire al vostro indirizzo o al luogo dove state andando;
  • quando arrivate a destinazione, cercare di avere le chiavi già in mano prima di scendere, in modo da evitare di rovistare in borsetta o nello zaino: sono momenti tipici durante i quali l’attenzione cala, e quindi i preferiti dai malintenzionati;
  • comunicare a qualcuno dove state andando, il vostro percorso, e ditegli che lo chiamerete una volta arrivati a destinazione e più o meno l’ora della chiamata. Se non vi sente avrà delle informazioni importanti per iniziare a cercarvi;
  • se avete avuto problemi, andate alla Polizia e segnalate l’accaduto: se non per voi, sarà utile per le potenziali vittime future.

In caso di aggressione: in questo caso parliamo prevalentemente di bus e metropolitana, in quanto in taxi è alquanto difficile per l’autista aggredirvi e guidare contemporaneamente. Se vuole farlo deve fermarsi, e allora valgono le regole già viste: occhio al percorso, numero di emergenza attivo, scappare, urlare o, se siete capaci, combattere, sconsigliando quest’ultima opzione. Ma speriamo che non succeda. Invece, in bus è un’eventualità tutt’altro che impossibile, come ci riportano le notizie di cronaca recente, e quindi diamo un’occhiata a cosa fare.

Aggressione in bus o in metropolitana:

  • alzare la voce e attirare l’attenzione, soprattutto dell’autista, che ha spesso ha il modo per arrestare rapidamente il mezzo e segnalare un’emergenza;
  • se siete seduti, alzatevi. Altrimenti non avete possibilità di difendervi;
  • approfittare delle parti solide (come lo schienale della sedia, i tubi per reggersi, le pareti) per stabilizzare la vostra posizione: il mezzo in movimento mette a dura prova l’equilibrio;
  • se c’è la possibilità, negoziare con il vostro aggressore e cercare di calmare la situazione;
  • se assistete ad un aggressione a una persona anziana, se potete negoziate e calmate la situazione, altrimenti o la difendete o coinvolgete l’autista e chiamate la Polizia. Naturalmente solo l’addestramento permette la difesa: altrimenti basterà chiamare, o far chiamare, le Forze dell’Ordine;
  • in caso di molestia sessuale e di fronte a un comportamento inappropriato, vincete paura e l’imbarazzo e urlate ad alta voce. “Ma cosa fa? Non si vergogna? Adesso chiamo la Polizia!”. Dopodiché, dirigersi verso l’autista e coinvolgerlo;
  • la stessa cosa se beccate la mano del ladro nella vostra borsetta o nel vostro zaino: urlare di togliere la mano e dire che chiamerete la Polizia, e coinvolgere sempre l’autista;
  • in caso di scontro fisico inevitabile, non afferrate il vostro aggressore e non lottate con lui. Potrebbe finirvi addosso. Se sapete come fare, usate solo le mani, i gomiti e le ginocchia e solo per colpire. Non c’è spazio né stabilità per usare le gambe, a meno che non respingiate l’aggressore stando seduti: da qui potete usare anche entrambe le gambe per allontanarlo, ma appena potete alzatevi e cercate l’aiuto dell’autista e della Polizia;
  • una volta scesi, accertarsi che l’aggressore non vi segua. Non fatevi prendere alle spalle, e non camminate da soli al buio.

Un sacco di roba, eh? Comunque, normalmente, nella vostra città, o in altri luoghi in Italia e all’estero, non avrete problemi. Ma mai abbassare la guardia! E, se capitasse qualcosa, con le informazioni che avete letto oggi, avrete a disposizione un po’ di strategie efficaci per proteggervi. Se andate in posti che non conoscete, o dove queste cose accadono più frequentemente (soprattutto all’estero), vi suggerisco di stampare queste istruzioni e di leggerle di tanto in tanto: saranno un ottimo promemoria e una checklist efficace per la vostra sicurezza.

Ci vediamo tra due settimane…… parlando di sicurezza. Ciao.

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