18.04.2019 – 16.30 – La Regione mira a stabilire un nuovo perimetro, un nuovo confine per il SIN – Sito di Interesse Nazionale – di Trieste, compreso nell’area della Ferriera di Servola e del Porto Nuovo. Il Sin è una zona altamente contaminata, classificata come “pericolosa” dallo Stato e che necessita di una bonifica delle acque e del suolo. Ci sono 39 SIN dal 2013 e l’unico di questo genere in Friuli Venezia Giulia è nell’area industriale tra il capoluogo e Muggia.
La nuova “deperimetrazione” del SIN è stata annunciata ieri, durante il question time in Consiglio regionale. Verrà discussa a Roma con il Ministero dell’Ambiente.
Secondo l’assessore Fabio Scoccimarro, verranno in effetti discussi tre temi: le condizioni per l’utilizzo dei fondi stanziati dall’Accordo di programma del 2012 per le aree escluse dal Sin; la ridefinizione delle competenze nell’ambito dell’Accordo a seguito della liquidazione dell’Ezit (Ente zona industriale di Trieste) e della soppressione della Provincia di Trieste; la modifica dell’Accordo di programma stesso. Con quest’ultima si punta a consentire alla Regione (o chi per lei) di agire direttamente in via sostitutiva nelle aree potenzialmente non contaminate e di recuperare le spese sostenute in base a quanto previsto dal decreto legislativo 152 del 2006.
A seguito della deperimetrazione del Sin di Trieste e del passaggio di competenze dal ministero alla Regione sulle aree deperimetrate, da marzo 2018 – ha reso noto l’assessore in Aula – sono stati gestiti undici procedimenti con la conseguente restituzione dei suoli per cinque siti e la chiusura per altri due siti.


