Trieste Film Festival ritorna al Cinema Ariston: 4 proposte di qualità

07.04.2019 – 07.30 – Dopo un lungo peregrinare in tutta Italia, Trieste Film Festival Tour torna dove tutto era iniziato, nella città giuliana, dove (ri)proporrà una selezione di quattro film dal Trieste Film Festival, incentrato sulla cinematografia dell’Europa dell’Est, tra suggestioni baltiche, fantasmi sovietici e brutali conflitti etnici. L’iniziativa viene resa possibile grazie alla collaborazione tra il Trieste Film Festival e Lo Scrittoio, società di promozione e distribuzione da sempre attenta al cinema d’autore e indipendente di qualità.

Tutti i quattro film della selezione saranno proiettati ogni martedì di aprile (9, 16, 23 e 30) al Cinema Ariston di Trieste (viale Romolo Gessi 14) https://www.aristoncinematrieste.it/ presentati da Nicoletta Romeo co-direttrice artistica del Trieste Film Festival.

Delegacioni (The Delegation) di Bujar Alimani, il lungometraggio vincitore del Trieste Film Festival 2019 e anche del Grand Prix all’ultimo Festival di Varsavia, racconta l’estremo tentativo del regime comunista albanese negli anni ’90 di persuadere l’opinione pubblica internazionale dei progressi di Tirana in tema di diritti umani.

Donbass di Sergej Loznica, film d’apertura della sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2018, peraltro valso all’autore il premio per la Migliore regia,  racconta i tragici e folli eventi della guerra in atto nella regione orientale dell’Ucraina, il Donbass, dove si svolge una guerra ibrida. Ma questa non è la storia di una regione, di un paese o di un sistema politico, è la storia di un mondo che si è smarrito, è una storia che riguarda ognuno di noi.

Chris the Swiss di Anja Kofmel, il documentario-inchiesta vincitore del Premio Alpe Adria della sezione documentari dell’ultimo festival triestino, presentato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2018,  tramite l’uso dell’animazione ricostruisce le circostanze misteriose della morte, nel 1992, di un giovane giornalista svizzero che indossava l’uniforme di un gruppo mercenario internazionale durante la guerra civile nell’ex- Jugoslavia.

My home, in Libya di Martina Melilli, documentario vincitore del Premio Corso Salani e selezionato al Festival di Locarno 2018, racconta il tema dell’espatrio forzato tramite la storia di italiani scappati dalla Libia negli anni ’70 dopo il colpo di stato di Gheddafi, ricostruendo memorie familiari e drammi presenti, il colonialismo italiano di allora e la crisi attuale del Mediterraneo. È un film sul senso di appartenenza ai luoghi, sulla memoria individuale e collettiva e come lavora sui ricordi.

Tutti i film, come nelle migliori tradizioni di qualsiasi festival internazionale, saranno presentati in lingua originale con i sottotitoli in italiano, onde meglio restituire gli intenti e i significati progettati dai registi.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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