“Trieste, città simbolista”. Le sculture greche di Venia Dimitrakopoulou in mostra al Museo Sartorio

15.04.2019 – 11.00 – Viene naturale considerare la Grecia quale culla dell’Europa, ma in realtà la nazione ha una scena artistica contemporanea molto viva, dimostrata in questi giorni dalla nuova mostra organizzata dalla scultrice greca Venia Dimitrakopoulou, “Futuro Primordiale – Suono“. Allestita nella classica cornice del Civico Museo Sartorio, la mostra è l’ultimo tassello di una trilogia italiana iniziata affrontando il tema della “materia” a Palermo, del “logos” a Torino e infine del “suono” a Trieste. La città, nella definizione offerta dalla stessa Dimitrakopoulou, è stata scelta per i “forti contenuti simbolici”.

Una mostra multiforme, che procede dalla piccola alla grande dimensione, senza trascurare la diversità del mezzo adottato, dalla scultura tradizionale all’installazione, dal video all’azione, dalla scrittura alla grafica.

Proprio per inseguire le infinite sfaccettature della ricerca della Dimitrakopoulou, la mostra prosegue tra le mura del Castello di San Giusto, dove è stata situata la videoinstallazione “Sounds and Shadows” (“Suoni e Ombre“), una profonda riflessione sulla creazione monumentale Promahones (Bastioni), opera simbolo dell’artista, attualmente esposta, con i suoi imponenti dischi in acciaio sfrangiati, al Museo Archeologico Nazionale di Atene.

In entrambe le sedi la mostra sarà visitabile fino a domenica 16 giugno, con i seguenti orari: al Sartorio da giovedì a domenica, dalle 10 alle 17 (con ingresso libero); al Castello di San Giusto tutti i giorni dalle 10 alle 19 (con ingresso compreso nel biglietto per il Castello: intero 3 Euro, ridotto 2 Euro); aperture straordinarie sono previste per le due festività pasquali di domenica 21 e lunedì 22 aprile e per la festa del 1 maggio.

La direttrice del Servizio Musei e Biblioteche del Comune, Laura Carlini Fanfogna, ha sottolineato durante l’inaugurazione “l’importanza del portare l’arte contemporanea nelle dimore storiche e l’interesse specifico per questa inedita ‘operazione’ che investe, appunto per la prima volta, un sito antico come il “Sartorio”.

Venia Dimitrakopoulou stessa, presente alla mostra, ha definito “assolutamente non casuale la scelta di Trieste per concludere questo mio ‘viaggio’ artistico attraverso l’Italia. E ciò non solo per i noti e antichi legami che uniscono da almeno due secoli Trieste alla Grecia e per la presenza di un’importante comunità greca. Il motivo è ancora più intenso – ha detto la scultrice – e sta nel fatto che questa città è intessuta di un suo proprio e peculiare simbolismo, dovuto anche al fatto di essere un luogo d’incontro di civiltà, innanzitutto tra Est e Ovest ma anche tra Nord e Sud, molto particolare; oltre al fatto di vivere, proprio in questo momento, una sua nuova fase di sviluppo e di cambiamento molto interessante. D’altronde è in tutto il mondo che si stanno determinando rilevanti e repentini cambiamenti. Ci troveremo a dover decidere – ha osservato l’artista – cosa dover lasciare e cosa mantenere, delle nostre cose e abitudini. Ma qui la memoria ci potrà aiutare e l’Arte potrà farci riflettere. E servirà anche per mitigare quel senso di sottile insicurezza che tutti iniziamo a percepire. Noi artisti abbiamo e avremo in tal senso una grande responsabilità!”

La scultrice greca nell’occasione dell’esposizione ha creato un’opera apposita, ex novo, solo per Trieste, “Lo Spartito della Memoria“. Collocato nel Salone delle Feste del Sartorio, al primo piano, dialoga come l’intera exhibition con gli arredi d’epoca e gli elementi storici del luogo. Specificatamente lo Spartito recupera l’idea di un percorso lineare e progressivo e allo stesso tempo circolare e ritornante.

“La trilogia si conclude a Trieste, città rilevante sia per la sua posizione geografica che per la sua storia. Un crocevia che collega il Nord al Sud, esattamente come la Grecia. Del resto, la dualità è uno dei cardini principali del mio lavoro, come anche lo spazio intermedio. Iniziando da Palermo dove protagonista è stata la Materia, con tappa intermedia a Torino con il Logos, arrivo ora a Trieste con il Suono, cioè la “non materia”. Un tentativo di mappatura della condizione umana e del ciclo della vita, così come io la percepisco. Il momento storico in cui si svolge la mia traversata in Italia è un momento di grandi cambiamenti sia in Europa che nel mondo. In questo paesaggio piuttosto annebbiato, l’arte oggi può avere un ruolo importante e l’artista deve affrontare la sua responsabilità. La memoria e la storia sono il filo conduttore che arriva dal profondo del tempo e sento che, se riusciamo a tenerlo stretto tra le mani, ci potrà guidare al futuro con maggiore sicurezza. A Trieste quindi tento, con mezzi semplici e intangibili, in particolare attraverso i suoni, di attivare la memoria. Il ricordo individuale e personale al Museo Sartorio e il ricordo collettivo al Castello di San Giusto“.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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