10.04.2019 – 16.28 – Pochi giorni fa il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato la proposta di legge n°26 o legge “Omnibus”, denominata “Misure urgenti per il recupero della competitività regionale“, presentata su iniziativa del Consigliere Mauro Bordin della Lega. La proposta si intende inoltre abbinata alla modifica dell’articolo 29 della legge regionale 11 novembre 2009, n. 19, o “Codice regionale dell’edilizia”.
La legge, nata inizialmente con lo scopo di semplificare proprio il codice dell’edilizia del Friuli Venezia Giulia, nonché di incrementare l’economia e la competitività regionale, lungo il percorso che ha portato alla sua discussione e all’approvazione ha raccolto e fatto confluire poi al suo interno diverse tematiche, comprendendo quindi non solo novità in materia di urbanistica e di edilizia, ma anche sui temi del turismo, del sistema produttivo regionale, del trasporto pubblico locale fino ad arrivare alla alla caccia, al rilancio del settore dell’aeronautica e così via.
Il suo punto focale rimane comunque quello riguardante il settore urbanistico ed edile, e in particolare il rilancio del comparto dopo molti anni di grande crisi, andando al contempo però a preservare la riduzione del consumo di suolo, con l’obiettivo di promuovere ed incrementare gli interventi di recupero e di ristrutturazione del patrimonio edilizio già esistente. Proprio questo punto, che dovrebbe attuare una sorta di semplificazione consentendo alle imprese di scontrarsi con un minor numero di vincoli e regolamenti, in deroga ai piani regolatori e comunali urbanistici, ha raccolto lo scontento da parte di numerosi sindaci del Friuli Venezia Giulia tra le cui mansioni rientra proprio quella riguardante la pianificazione del territorio.
La legge “Omnibus”, o legge 26, si orienta ai costruttori e alle imprese edili, consentendo l’aumento dei metri cubi in deroga alle distanze e alle altezze, con l’esclusione chiaramente delle zone storiche, regolate invece da vincoli nazionali. Ad essere maggiormente interessati da essa sarebbero i piccoli centri abitati, presenti in gran numero all’interno della regione Friuli Venezia Giulia: con la possibilità di aumentare le cubature, si aprirebbe la strada alla possibilità di modifiche e di aggiunte su edifici già esistenti; un esempio pratico potrebbe essere la possibilità di creare una veranda laddove prima c’era un balcone.
Per quanto riguarda il resto del lungo e complesso esame in Consiglio Regionale, due sono stati i temi più dibattuti: il primo riguarda la possibilità di cacciare gli ungulati con arco e frecce, proposta da Forza Italia, ritenuta troppo cruenta in quanto includerebbe il non immediato abbattimento dell’animale durante la caccia stessa, e per questo motivo ritirata. La seconda invece, è stata quella inerente al tema della tassa di soggiorno, che avrebbe consentito ai comuni di gestirla direttamente interpellando le categorie economiche del turismo solo in casi eccezionali. Questa norma, tuttavia, è risultata essere in contrasto con la norma nazionale che prevede invece che le categorie vengano interpellate per programmare tutta la spesa sulla tassa di soggiorno, per evitare che la stessa si disperda su altre poste di bilancio non inerenti. Percorso di approvazione quindi chiuso, e le nuove norme contenute nella “Omnibus” regionale si apprestano a diventare realtà; una realtà che richiederà però, per poter essere compresa appieno, maggiori spiegazioni ai cittadini.


