“Nano-region”, oltre 3 milioni per sviluppare le nanotecnologie

18.04.2019 – 13.12 – Lontane dai sogni (e incubi) della fantascienza, le nanotecnologie si stanno diffondendo nella società, migliorando sotto tanti, piccoli, aspetti la vita quotidiana. La zona transfrontaliera propria del Friuli Venezia Giulia si è rivelata particolarmente all’avanguardia con un nuovo progetto dell’Unione Europea, condotto in sinergia con gli enti di ricerca sloveni. “Nano-region” infatti vanta 3 milioni alle spalle e un solido programma Interreg ITA-SLO, il tutto volto a sviluppare e diffondere le nanotecnologie.

“Quello che vogliamo fare è mettere in rete diversi laboratori nanotecnologici e rafforzare il loro collegamento con il tessuto produttivo della macro-regione, nell’ottica di favorirne la crescita economica”, dichiara Marco Lazzarino del CNR-IOM.

“Le nanotecnologie hanno numerosissime applicazioni nel mondo industriale. – spiega Mattia Fanetti dell’Università di Nova Gorica, partner del progetto – In ambito clinico, per esempio, sono utili per progettare le protesi, per trasportare farmaci nel corpo umano e per migliorare le tecniche diagnostiche. Hanno un ruolo anche nell’industria alimentare e in quella del packaging, in quella tessile, dove consentono la progettazione di tessuti funzionalizzati, e in quella automobilistica, dove contribuiscono a rendere più efficaci i componenti. Possono servire per aumentare l’efficienza delle batterie e per migliorare le prestazioni dei nostri telefoni cellulari”.

Il cuore di Nano-region sta in una collaborazione tra diverse realtà scientifiche e tecnologiche dell’area: oltre a CNR-IOM in posizione di capofila, il progetto coinvolge il Technology Park Ljubljana, il CENN Nanocenter, il Primorski tehnološki park, l’agenzia regionale RRA Zeleni Kras e l’Università di Nova Gorica, che costituiscono i partner sloveni, mentre quelli italiani sono Elettra Sincrotrone Trieste, Area Science Park, l’Università di Trieste e quella di Venezia ‘Ca Foscari, che partecipa con i due dipartimenti di Scienze Molecolari e Nanosistemi e di Management.

“Queste realtà costituiscono delle vere e proprie eccellenze sul piano europeo ma capita che vengano percepite come distanti dalla rete industriale del territorio. Per questo, prima di tutto Nano-region intende attivare sul breve periodo un dialogo tra aziende e poli tecnologici”, spiega Lazzarino.

“Sul lungo periodo – aggiunge Maurizio Massaro dell’Università Ca’ Foscari – il nostro obiettivo è quello di individuare con precisione i settori in cui l’apporto delle nanotecnologie può aumentare la competitività e di favorirne l’impiego. Non vogliamo semplicemente rispondere a un bisogno espresso dalle aziende, vogliamo intercettarlo”.

Non solo ricerca, pertanto, ma comunicazione e sforzo di dialogo tra settori notevolmente distanti, separati dalla realtà aziendale in un caso, accademica nell’altro. Superare la barriera verrà reso possibile anche grazie ad attività dimostrative, rivolte a studenti e cittadini. “Nano-region” pertanto è un progetto trasversale e transnazionale, che “connette” mondo della scienza, popolazione e realtà economico-industriali.