Legge regionale contro il negazionismo, raccolta di firme: l’appello e la polemica.

12.04.2019 -10.40- La raccolta di firme partita su iniziativa di Walter Chierighin e Fulvio Senardi è diventata ora un’acceso tema di discussione fra la politica locale e le istituzioni. Occasione del grave dissidio fra le opinioni a fronte dei fatti storici, che ha generato la polemica, sono diventati il “Vademecum per il Giorno del ricordo” e la Lega Nazionale, definita “ente privo delle necessarie credenziali di competenza e serietà sul terreno della ricerca storica”. L’appello, diffuso a mezzo stampa e patrocinato anche da consiglieri comunali e regionali del PD, come Fabiana Martini e Francesco Russo, esprime la contrarietà di una parte del mondo culturale triestino alla mozione votata dal Consiglio Regionale contro il finanziamento con fondi pubblici al negazionismo di Foibe ed Esodo. Il testo:

“I sottoscritti cittadini e studiosi esprimono la propria indignazione per il tentativo da parte della maggioranza del Consiglio regionale di mettere sotto tutela la libera ricerca storica cercando di imporre con la mozione numero 50 del 7 febbraio 2019 una visione di parte delle vicende della Venezia Giulia con particolare riguardo al tema delle foibe e dell’esodo, tanto da elevare il pregiudizio e la disinformazione al rango di verità storica; manifestano la loro stima per l’opera di ricerca e di informazione che da anni l’IRSML (ora IRSREC) sta svolgendo sui temi del confine orientale, e il loro pieno apprezzamento per l’equilibrato ‘Vademecum per il Giorno del ricordo’, utilissimo strumento di approfondimento culturale, che va tra l’altro a collocarsi nel solco delle conclusioni della Relazione della Commissione mista storico-culturale italo slovena; condannano la torsione revisionistica che caratterizza, sul terreno della storia, l’impegno del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste (che, con congruo finanziamento, assegna ad Ente privo delle necessarie credenziali di competenza e serietà sul terreno della ricerca storica, ovvero alla Lega nazionale, la cura e la gestione del Museo del Risorgimento di Trieste); sensibilizzano coloro che hanno a cuore la libera ricerca sul distorto uso politico della storia di cui si fanno portatori singoli individui e forze politiche impregnati di velenose nostalgie”.

[primi dieci firmatari Fulvio Senardi, Walter Chiereghin, Fabiana Martini, Adriana Medeot, Peppe Dell’Acqua, Enzo Santese, Elsa Fonda, Roberto Curci, Tatiana Ciuk, Luca Giuseppe Manenti. Seguono le altre firme]

Ultime notizie

Dello stesso autore