23.04.2019 – 18.36 – La cerimonia di commemorazione dei caduti per la Resistenza è prevista questo 25 aprile, festa nazionale, nello scenario della Risiera di San Sabba. La Commissione responsabile del luogo ha or ora avvertito che verranno tollerati solo “simboli riconosciuti della lotta di liberazione” e che si evitino “vessilli diversi“.
Il riferimento è probabilmente alla presenza avvenuta negli altri anni di bandiere titine. Merita tuttavia osservare come una delle bandiere definita più di frequente “titina” dai giornalisti e dai telegionali sia in realtà la bandiera partigiana delle Brigate Garibaldi, caratterizzata dalla stella rossa sopra il tricolore e presenti all’epoca in tutta Italia.
La Commissione auspica che la cerimonia sia animata “da nobili passioni civili” e che la “sacralità del luogo” non sia violata da “qualsiasi pretesto polemico o di contestazione“. Con ogni probabilità è ancora ben vivo il caso dello scorso anno, quando il Sindaco Roberto Dipiazza venne fischiato e sommerso di urla al momento di pronunciare il discorso di commemorazione.
La contestazione si colloca sullo sfondo della decisione di Anpi e Cgil di procedere a un secondo (e separato) corteo, che inizierà alle 10.30 nel piazzale dell’Obelisco di Valmaura (capolinea 10 – entrata Grezar), proseguirà in via Valmaura e arriverà verso le 12 in Risiera, proprio alla conclusione della cerimonia ufficiale.
Non a caso la Commissione della Risiera si riferisce nel suo comunicato a “organizzazioni sindacali e associazioni“. La situazione delinea così una Trieste e una popolazione sempre più divisa e arroccata sulle proprie reciproche posizioni, impermeabili a ogni discussione.


