09.04.2019 – 15.19 – Trieste “giovane“, anzi “dei” giovani. Una proposta inconsueta, quasi paradossale nella cascata di notizie dove si sottolinea l’immagine di un capoluogo immobilizzato nel passato, “ingessato”, popolato da anziani e viaggiatori di passaggio. Un’immagine sulla quale i giornali hanno a lungo insistito, non a torto. Secondo l’indice di vecchiaia dell’Istat del 2018, a Trieste ci sono 254,6 anziani ogni 100 giovani. Tuttavia andrebbe osservato come la città rimanga giovane, dalle fortune economiche e politiche risalenti a poco meno di due secoli fa. Se consideriamo Trieste quale “città-porto”, appena duecento anni di vita sono pochi per un centro urbano, specie se confrontato con altre città italiane. Trieste rimane pertanto giovinetta e non aver dato voce nei decenni ai suoi giovani costituisce un “danno” a cui appena adesso, nel 2019, l’associazione Trieste Secolo Quarto (TS4), in combinazione con l’Associazione culturale Zeno, prova a risolvere con una grande indagine statistica.
L’Austria-Ungheria alla quale ci si riferisce ricordando il passato “ottocentesco” di Trieste ebbe vita breve, dal 1867 fino al 1918, nella forma di un’evoluzione dell’Impero austriaco; l’Italia come nazione e come Stato nacque ufficialmente nel 1861 e come tale ha meno di due secoli di vita, è “giovane”; infine Trieste, se consideriamo la patente di porto franco del 18 marzo 1719 come l’atto di (ri)nascita della città, è giovanissima, appena una “mula”, se comparata con la vecchiezza di capitali e metropoli dell’Europa.
L’indagine di TS4 consisteva in un sondaggio, somministrato online, che ha coinvolto 597 persone e in due focus group, invece presentati rispettivamente nelle assemblee d’Istituto del Liceo Guglielmo Oberdan (150 studenti) e dell’ITS Deledda-Fabiani (250).
I risultati, svelati ieri per la prima volta al pubblico, permetteranno di costruire tre gruppi di lavoro, incaricati di fornire una “visione” del futuro della città sotto tre diversi profili: sviluppo economico e produttivo; qualità della vita e degli spazi urbani; relazioni della città con i dintorni. Successivamente questi gruppi sveleranno poi a Trieste le proprie proposte, metaforici “regali” per una città lontana dall’esaurire le proprie potenzialità.
Il sondaggio è stato compilato per il 55,9% da donne; per il 43% da uomini. L’età dei rispondenti è per il 21,3% tra i 14 e i 18 anni; per il 13,2% tra 19 e 25 anni; per il 23,3% tra 26 e 35 anni; discendendo poi a percentuali notevolmente inferiori. Il sondaggio online pertanto è stato raccolto proprio dalla fascia di gioventù alla quale più ci si desiderava rivolgere, a quei “cittadini del domani” qui finalmente con una propria voce, un proprio spazio.
- Migrazioni da/per Trieste: tra necessità e desideri
Iniziando dalle domande generali, oltre la metà (51,4%) di coloro che abitano a Trieste desidererebbero restarci e solo 16,3% vorrebbe andarsene. Chi si è appena trasferito a Trieste, lo ha fatto sopratutto per motivi familiari (32,9%) e secondariamente per motivi di studio (26,9%) e lavorativi (22,9%). Il lavoro diventa invece importante quando il triestino ha abbandonato la città; dopo infatti lo studio (44,1%), i motivi lavorativi sono il 33,8%. Tuttavia la nostalgia di casa è forte, se si considera come il 64,7%, più di uno su tre, sia disposto a tornare in città, a seconda dell’evoluzione futura di Trieste.
- Secondo te è cittadino di Trieste…
Chi è “triestino”? Quali sono i caratteri distintivi dell’essere “di Trieste”? Per il 24% dei rispondenti è triestino chi è nato e ha vissuto a Trieste, ma per ben il 75,5% è sufficiente vivere/studiare/lavorare in città per esserlo. I risultati confermano tra la gioventù una “triestinità” non di sangue, ma conferita dal legame culturale e affettivo con la città e con un certo atteggiamento e filosofia mentale.
- Cosa ti convincerebbe a restare/tornare/venire a Trieste?
Il lavoro domina questa parte del sondaggio, un’opzione scelta da più di 6 rispondenti su 10. Seguono maggiori opportunità culturali e di svago, con più di 4 su 10 e una miglior classe politica, indicata in 3 risposte su 10. C’è una frattura tra i rispondenti in questa sezione, perché i giovanissimi (55,6%) danno priorità alle opportunità culturali e di svago, mentre gli over 35 preferirebbero un un miglioramento della classe politica (54,5%).
- Chi pensi che debba fare qualcosa, perché la situazione non peggiori?
Trieste non è una città che si senta “nazionale” neppure tra i giovani, infatti la responsabilità di migliorare la città spetta in primo luogo alle istituzioni locali (9 rispondenti su 10), a cui segue un forte impegno civico (7 su 10) con l’opzione “i cittadini, io in primis“.
- Cosa ti convincerebbe ad andartene da/non venire a Trieste?
Il lavoro rimane una preoccupazione notevole e la sua scomparsa (o peggioramento), viene considerata con paura dal 52,2% degli intervistati. La seconda minaccia più consistente è un taglio del sistema del welfare, percepito come rischio da 1 rispondente su 3.
- Se dovessi scommettere sul futuro economico di Trieste, punteresti su…
L’economia di Trieste rimane, come tre secoli fa, legata a “porto e logistica” secondo due triestini su tre, a cui segue il turismo (58,1%) e la ricerca e sviluppo (54,1%). La Trieste “portuale” e la Trieste “turistica” sono dunque argomenti caldi anche per i giovanissimi. Confermato l’abbandono della manifattura, che raccoglie a malapena un 5,4%, a fronte invece di startup e innovazione (38,9%) e servizi e prodotti culturali (30,3%).
- Di cosa senti la mancanza a Trieste?
Più verde, in linea con l’Austria e le città del nord: 4 rispondenti su 10 vorrebbero più aree verdi, a cui seguono gli spazi per le associazioni e i giovani (31,7%), esemplificati dalla proposta della “Ludoteca Diffusa”, e dall’infrastrutture per la mobilità sostenibile (28,3%) e spazi pubblici di incontro (27,1%).
- Vorresti che Trieste si aprisse di più verso…
L’opzione predominante è quella che guarda verso Nord e il mondo germanico, scelta da più di 6 rispondenti su 10. Grande approvazione anche per l’Est e i Balcani, con un robusto 56,4%. I focus group alle superiori hanno invece svelato un forte interesse per le Americhe e l’Estremo Oriente.
Trieste si riconferma pertanto nella chiusura del sondaggio una città che guarda all’estero, alle grandi opportunità internazionali, e alla sua naturale area mitteleuropea, più che alla sua appartenenza strettamente nazionale.
[Fonti: documento in pdf dell’indagine http://www.triestesecoloquarto.eu/wp-content/uploads/2019/04/ts4_raccoltadati.pdf]


