25 aprile, Dipiazza: “La Liberazione non può essere strumentalizzata”

25.04.2019 – 15.53 – La cerimonia di commemorazione dei caduti della Resistenza è iniziata oggi, 25 aprile 2019, festa della Liberazione, alle ore 11, quando le istituzioni congiunte hanno depositato una corona d’alloro nell’austera cornice della Risiera di San Sabba. Sono seguiti gli interventi delle comunità (e autorità), tra cui la Regione Friuli Venezia Giulia con il Governatore Massimiliano Fedriga, la Prefettura e il Comune di Trieste con il Sindaco Roberto Dipiazza.

Il discorso è esordito ricordando “tutti gli eroi caduti per la liberazione della nostra patria”, perchè “La resistenza è patrimonio della nazione”. Il breve preambolo ha però ceduto subito il passo al ricordo del precedente anniversario, quando “per oltre 5 minuti ininterrotti le urla, i fischi e le bandiere inappropriate hanno oltraggiato questo luogo sacro e monumento nazionale”.

Il sindaco ha poi chiarito come “La festa della Liberazione non è la bandiera di una parte che può essere oggetto di strumentalizzazioni; il 25 aprile è un simbolo, perché patrimonio dell’Italia tutta”.

Un riferimento non casuale, perché ha poi soggiunto come “Nonostante qui ci siano ancora alcune realtà che in occasione di questa cerimonia istituzionale della Repubblica Italiana vogliono solo alimentare la rabbia e le divisioni per specularci sopra, oggi abbiamo un’occasione importante”.

L’appello rivolto ai triestini, infatti, è “di ripartire, di ricominciare tutti insieme un cammino comune fatto di rispetto verso la storia, verso questo luogo sacro, verso tutte le vittime, che come afferma il nostro governatore [Fedriga] non sono di serie a o di serie b, con un doveroso e importante momento di raccoglimento, con un rispettoso silenzio ricco di significato”.

Secondo Dipiazza “Libertà, pace e democrazia sono stati e sono i cardini della civiltà italiana ed europea e sono stati i valori della Resistenza in un periodo storico caratterizzato da differenti e sofferte storie personali e di comunità”.

Chiarendo che “Non esistono cose buone dinanzi alle barbarie che si sono compiute durante la Seconda Guerra Mondiale e non esiste alcuna giustificazione per nessun tipo di dittatura”.

Una citazione letteraria ha infine concluso il discorso: “Voglio ricordare a me stesso ed a tutti noi le parole di Pin, un ragazzino povero durante la Seconda Guerra Mondiale, protagonista del libro di Italo Calvino Il sentiero dei nidi di ragno: “Forse non farò cose importanti – dice Pin – ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano”.

Il discorso è stato anche caricato sulla Pagina Facebook del Sindaco; ne riportiamo il video.

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