Duecento tronchi sradicati della Carnia “rinascono” nel Teatro Greco di Siracusa

07.04.2019 – 08.25 – I tronchi dei maestosi abeti rossi abbattuti dall’ondata di maltempo dello scorso ottobre in Friuli Venezia Giulia e in special modo in Carnia, diventeranno scenografia de “Le Troiane” di Euripide, presso il Teatro Greco di Siracusa. Un simbolo di rinascita attraverso l’arte, un gemellaggio culturale con una così lontana regione, ma allo stesso tempo anche un mezzo per far ripartire l’economia nelle zone disastrate ed evitare che il legno marcisca senza reale utilizzo.

Come annota Meteoweb.eu, il progetto scenico è un’invenzione di Stefano Boeri, mentre la regia dello spettacolo viene affidata a Muriel Mayette-Holtz. Filiera Legno FVG, grazie al supporto di Innova FVG e il Consorzio dei Boschi Carnici, selezionerà duecento tronchi di abete bianco e abete rosso dai diversi siti degli “schianti”. Il recupero del legno avverrà in special modo presso i Laghetti di Timau nel Comune di Paluzza e i Piani di Luzza nel Comune di Forni Avoltri e Sappada.

Stefano Boeri così ha definito il visionario progetto, in scena a Siracusa dal 10 Maggio al 23 Giugno 2019: “Un Bosco Morto. Un bosco di alberi uccisi da una tempesta, di tronchi spezzati che coprono il suolo. Quando mi è stato chiesto da Antonio Calbi di immaginare la scenografie per Le Troiane di Euripide al Teatro di Siracusa dirette da Muriel Mayette – Holz, ho subito pensato di portare in scena un Paesaggio, piuttosto che una scenografia teatrale. E così, camminando sugli spalti di pietra del teatro e guardando il bosco di cipressi e pini mediterranei che fa da sfondo al palcoscenico, ho subito pensato all’immagine spettacolare e terribile delle migliaia di alberi deposti dalla furia del vento sui monti della Carnia nello scorso ottobre. Migliaia di abeti sradicati e accatastati al suolo a formare una scia dispersa di desolazione tra l’ordine potente delle foreste secolari“.

Con Muriel Mayette – Holtz e il suo team, con l’assistenza preziosa di Anastasia Kucherova, abbiamo deciso di dare per un’ultima volta a quelle piante morte il diritto ad essere presenti, erette, ancora nobili entro la geometria classica del palcoscenico del Teatro Greco, poste di fronte ad un doppio pubblico: quello degli umani sulle gradinate e quello degli alberi dietro al palco. E così, quello sciame di alberi schiantati, una volta trasportato a Siracusa e portato sul palcoscenico, percorso dai corpi e dalle voci delle donne troiane disperate e furiose, è diventato un bosco senza vita di colonne lignee: eretto, seppur impietosamente decimato. Nobile e ordinato, seppure destinato ad una nuova vita nelle falegnamerie siciliane“.

La verità è che oggi una tragedia che viene dalle profondità del tempo non smette di ricordarci le follie degli uomini; e che questa tragedia viene messa in scena forse nel primo momento nella storia dell’umanità in cui i tempi lunghissimi di evoluzione del pianeta sembrano coincidere con le nostre scelte quotidiane e metterci di fronte alle nostre responsabilità di distruttori di equilibri naturali. Il viaggio, l’ultimo, degli alberi schiantati dalle foreste della Carnia ai boschi siciliani; il ponte simbolico, appena nato, tra i forestali friulani e isolani; il coinvolgimento del pubblico per creare un nuovo bosco dedicato alle protagoniste della tragedia di Euripide, sono anche un segno di speranza; o quantomeno di consapevolezza della nostra perdurante sordità di fronte alle voci che ci arrivano da una tragedia messa in scena, la prima volta, 2500 anni fa“.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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