OGS, progetto “Ipanema”. 8,8 milioni per studiare i cambiamenti del clima con la tecnologia.

20.03.2019 – 11.47 – Oltre alla consapevolezza individuale e alle azioni della politica, per affrontare i cambiamenti climatici è necessario continuare ad analizzarli. È fondamentale farlo anche attraverso gli studi sull’anidride carbonica e sulle tecniche di suo stoccaggio geologico – denominate “CCS”, “Carbon Dioxide Capture and Storage”. Quello della cattura e sequestro del carbonio, per successivo stoccaggio, è uno dei processi che possono essere utilizzati per ridurre in maniera sensibile l’impatto ambientale ad esempio delle grandi industrie e degli impianti di combustione come le centrali elettriche. Ciò può avvenire anche a partire dai fumi di combustione stessi, con lo scioglimento dell’anidride carbonica tramite passaggio in un solvente chimico adatto, la separazione e l’immagazzinamento nel sottosuolo; esistono altre tecniche, sia pre che post combustione, che permettono di realizzare impianti a ciclo combinato. Il processo non è così semplice come può apparire, e presenta rischi potenzialmente grandi: le strutture di contenimento dell’anidride carbonica possono venir modificate da eventi geologici o degrado nel tempo, e il gas potrebbe fuoriuscire nell’atmosfera gradualmente o, in maniera catastrofica, di colpo: nel 1986, a seguito di un evento naturale (non di un processo regolato dall’uomo o industriale) l’anidride carbonica contenuta nel sottosuolo fuoriuscì saturando l’area del lago Nyos, in Camerun, e uccidendo 1700 persone.

Eventi come quello di Nyos fanno capire quindi l’importanza dello studio che sarà possibile condurre ora all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) grazie a un’importante finanziamento del MIUR per potenziare ECCSEL ERIC, infrastruttura di ricerca pan-europea su tali temi, la cui sede di Sgonico rappresenta il nodo nazionale italiano. L’ammontare del finanziamento al progetto IPANEMA, che prevede l’implementazione del laboratorio ECCSEL NatLab-Italy di Panarea con l’acquisto di strumentazioni all’avanguardia, è di 8,8 milioni di Euro a valere sul Programma Operativo Nazionale Ricerca e Innovazione 2014-2020 (PON).

Le strumentazioni consentiranno ricerche multidisciplinari a Panarea, località parte di un grande strato-vulcano sottomarino quiescente, caratterizzato da faglie tettoniche attive che formano un esteso campo fumarolico interessante per gli studi e già scelto da OGS per indagare gli effetti dell’incremento dell’anidride carbonica sulle funzioni biogeochimiche ed ecologiche dell’ecosistema marino. “Quella di Panarea”, ha spiegato Maria Cristina Pedicchio, presidente dell’OGS, “è un’infrastruttura permanente a disposizione della comunità scientifica internazionale, fondamentale per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’acidificazione delle acque. Grazie agli studi nell’area di Panarea, sarà possibile quindi avanzare ipotesi più precise su cosa accadrebbe se il pH delle acque scendesse oltre una certa soglia e il livello di anidride carbonica nel mare salisse in seguito all’aumento di quello nell’atmosfera. Inoltre, approfondire ulteriormente le indagini sui fondali di Panarea consentirà di valutare cosa accadrebbe nel caso di un’eventuale, benché molto improbabile, perdita dai siti di cattura e stoccaggio geologico, tecnica cui si fa spesso cenno come possibile metodo per contribuire alla riduzione delle emissioni richiesta per il 2050”.

Il finanziamento permetterà di implementare la dotazione del Centro di Taratura e Metrologia Oceanografica dell’Ente, localizzato presso la sede OGS di Sgonico, anch’esso parte di ECCSEL ERIC: saranno acquistati strumenti in grado di verificare e perfezionare la taratura dei sensori utilizzati a mare e garantire così una sempre più rigorosa qualità dei dati raccolti. Tra i beni da acquistare, l’investimento più rilevante sarà dedicato all’acquisto di un AUV, veicolo autonomo subacqueo, in grado di eseguire in remoto misure ad alta risoluzione, anche in zone altrimenti difficilmente raggiungibili, e di effettuare campionamenti di diversi tipi in un’unica uscita. Si intende inoltre acquistare un ROV (Remotely Operated Vehicle), veicolo filoguidato leggero e portatile per l’uso in acque costiere, ma anche profonde, dotato di telecamera e di un braccio per la raccolta dei campioni, e un drone per il monitoraggio marino costiero, in grado di rilevare importanti parametri ambientali.

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