Vita da commessa

11.02.2019 – 18.30 – Avete mai letto il famoso decalogo del commesso triestino? Questo decalogo mette in evidenza la scortesia che molti commessi, nel passato, ma forse ancora oggi, dimostrano nei confronti della loro affezionata clientela.

Il decalogo del commesso triestino
Il decalogo del commesso triestino

E se non fosse solo un problema di commessi ma, in generale, della città di Trieste?

Ci siamo rivolti proprio ad una commessa e alla semplice domanda: “com’è essere commessa in un negozio di Trieste, la risposta fiume è stata la seguente:

“Tra quello che mi palpa il sedere, quello che ci prova, quello che puzza di alcool alle 10 del mattino, quella a cui puzzano i piedi, quella che mi dice che sono stupida, quella che vuole rubare, quella che fa cadere i vestiti e li guarda, quello che vuole lo sconto perché “compro sempre qua”, quello che prova 10 modelli ma non è convinto, quello che vuole pagare 30€ a rate in tre settimane, quella che su internet costa meno, quello che mi chiede se sono single, quello che mi dice di mettere via che torna domani, quelli che ti raccontano le loro cose tristi, quello del bar di fronte che ti dice che se non ti sposa nessuno ti sposo io, quella che ti riconosce anche fuori dal negozio, quello che mangia e tocca tutto, quella che ti fischia per chiamarti o che schiocca le dita, quella che a 5 minuti dalla chiusura guarda, tanto torna domani, quelli che parlano al telefono, quelli che non salutano, quelli che non ringraziano, quelli che dammi/fammi, quello che entra si guarda allo specchio ed esce, quello che guarda con sguardo fetish quelle che si provano le scarpe…
Sono solo alcuni esempi ed io, nonostante tutto, sono sempre allegra e sorridente. A volte però rispondo perché non tollero le offese gratuite e certe giornate sono proprio pesanti”.

Respiro e sorriso.

E’ proprio vero che dipende dai punti di vista. Ringrazio Francesca per la sua cortesia e le chiedo anche se le sia mai capitato di rispondere a domande imbarazzanti.

Francesca risponde che anche questo è all’ordine del giorno. Proprio ieri, dice, è arrivato un cliente e con lui è iniziato questo dialogo:

Cliente: Buongiorno, vorrei sapere le dimensioni di questa valigia..
Francesca: Buongiorno a lei, allora questa misura 75 in altezza e….
Cliente: No può andare bene, ci devo mettere un corpo dentro.
Francesca: (Un attimo di panico, resto al gioco) Beh se è come me le sta solo il busto, le consiglierei di tagliare gli arti e metterli in quella più piccola
Cliente: Ah sì in effetti non so se ci sta tutto intero
Francesca: No infatti deve calcolare bene anche la larghezza, poi comunque la valigia è leggera se pesa sui 60kg come me paga un supplemento in aereo ma chisseneimporta no?
Cliente: vero vero basta liberarsene, grazie signorina valuto, arrivederci!
Francesca: Arrivederci, grazie a lei!

Poi il classico:

Cliente: Vorrei provare questi mocassini
Francesca: Certo, mi dica il numero che glielo vado a prendere
Cliente: Poi lei mi dà il suo numero?
Francesca: Direi di no

Imperterrito continua, dopo l’acquisto.

Cliente: Grazie per la pazienza, penso che sarà stremata la sera se tutti i clienti sono come me
Francesca: No guardi che ce ne sono di peggiori
Cliente: Allora posso abbracciarla per ringraziarla?
Francesca: Direi che possiamo evitare no?
Cliente: Va bene signorina, alla prossima!

Ma perché ti trovi a lavorare proprio qui?

Dopo la maturità mi sono iscritta all’università, ma studiare non faceva per me. Volevo essere economicamente indipendente e andare a vivere da sola. Il primo lavoro che ho trovato è stato in una gioielleria, poi ho cambiato ancora sino ad approdare qui, in questo negozio dove ho un contratto di un anno e mezzo, il più lungo che abbia mai avuto, dal momento che solitamente i contratti durano al massimo sei mesi. Nel frattempo continuo a guardarmi in giro, ma questo lavoro mi consente di pagarmi l’affitto e questa è una priorità.

Francesca è sempre sorridente ed è l’eccezione che conferma la regola del commesso triestino scorbutico e un po’ maleducato, perché la sua filosofia è molto semplice: un sorriso non costa nulla.