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martedì, 4 Ottobre 2022

Sanità regionale, presidio: scatta la mobilitazione del sindacato

03.02.2019 – 08.10 – Dopo la denuncia di numerose criticità a mezzo stampa nelle ultime settimane, la segreteria territoriale FSI-USAE di Trieste ha annunciato un presidio in difesa della sanità regionale: l’appello a partecipare è rivolto a tutta la cittadinanza e a tutti i lavoratori. L’appuntamento è in piazza Oberdan sotto il palazzo del consiglio regionale, martedì 12 febbraio a partire dalle ore 9.30.

Matteo Modica segretario territoriale della sigla sindacale spiega che dopo un confronto all’interno della segreteria stessa, è stato deciso di scendere in piazza per manifestare il malcontento di tutti i lavoratori e della cittadinanza di fronte a politiche sanitarie che negli anni hanno depauperato la nostra sanità pubblica. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso già colmo è stato l’annuncio dei tagli agli stipendi del personale del comparto sanità.

“Qual’è la situazione attuale? Ci ritroviamo con la ristrutturazione di Cattinara bloccata e 5 piani dell’ospedale che sono sventrati ed inutilizzabili, sono stati tagliati i posti letto ma il territorio non è stato adeguatamente rimodulato ed a pagarne le conseguenze sono i pronto soccorso cittadini, il NUE112 che non funziona ed il 118 scippato da Trieste in favore di Udine e la cronica mancanza di personale che rischia di bloccare perfino il servizio 118 triestino per la mancanza di autisti.” Esordisce così il segretario territoriale FSI USAE, Matteo Modica.
“Ed a tutto ciò, come se non bastasse – precisa Modica- nelle linee di gestione varate dalla regione si parla di un taglio che definire vergognoso è poco, sugli stipendi dei lavoratori. Quegli stessi lavoratori che in tutti questi anni hanno mantenuto in vita il servizio sanitario pur con tutte le difficoltà che hanno incontrato quotidianamente grazie a politiche di riduzione della spesa.
È ora di dire basta! E’ giunto il momento di far capire che la sanità è un diritto fondamentale, un diritto prezioso che non possiamo farci scippare. Scendiamo in piazza per far capire alla politica che il diritto alla salute, il diritto al lavoro sono diritti costituzionalmente garantiti ed in quanto tali vanno difesi. Noi in piazza ci saremo perchè non vogliamo assistere passivamente al funerale della nostra sanità.”

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