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lunedì, 5 Dicembre 2022

InCE, firmata la “Dichiarazione di Trieste”, Moavero: “L’InCE che vogliamo, a trent’anni dalla sua nascita”

13.06.2019 – 09.45 – Si è conclusa nella giornata di ieri, mercoledì 12 giugno, a Trieste, l’annuale riunione dell’InCE (Iniziativa Centro Europea) il forum intergovernativo di cooperazione tra gli stati del centro-est Europa, nata dopo la caduta del muro di Berlino e la dissoluzione della Yugoslavia, finalizzata a promuovere politiche di cooperazione nella parte del continente che solo parzialmente fa parte dell’Unione Europea.

Una riunione in chiave operativa e programmatica come già aveva annunciato il Ministro degli affari esteri Enzo Moavero Milanesi, il quale ha fatto gli onori di casa assieme al Segretario generale dell’InCE, Roberto Antonione; l’obiettivo dell’appuntamento, poi sintetizzato nella “Dichiarazione di Trieste“, è quello di costituire una “dimensione locale”, se possibile entro l’anno, in cui gli enti dei diciassette paesi possano collaborare tra loro in virtù della migliore conoscenza delle esigenze del territori e in maniera complementare ai livelli istituzionali attraverso i quali i paesi aderenti solitamente dialogano.

Sul tavolo dei ministri degli Esteri quindi, la messa a punto di una collaborazione fra i diciassette paesi aderenti soprattutto per le tematiche inerenti alla sicurezza, lotta alla corruzione, sviluppo sostenibile, rafforzamento dei collegamenti  infrastrutturali e del settore energetico, giovani, ma anche alla cooperazione politica fra i territori. Temi, questi, che sono stati affrontati nella “Dichiarazione di Trieste”, firmata ieri nel corso della riunione: dieci i punti attraverso i quali si articola il documento “che punta a rispondere alle preoccupazioni più dirette dei cittadini dei Paesi membri“, come ha spiegato in conferenza stampa lo stesso Enzo Moavero Milanesi, parlando di un testo “innovativo” che delinea “l’InCE che vogliamo, a trent’anni dalla sua nascita” e che “guarda avanti, agli anni ’20 di questo secondo millennio” e che “non è ancillare ad altre organizzazioni regionali“.

In questo contesto, la Regione Friuli Venezia Giulia assume un ruolo fondamentale di, come è stato ripetuto più volte nel corso di queste due giornate, ponte di collegamento con l’area balcanica e centro orientale dell’Europa, in particolare per quel che riguarda le questioni economiche, di sicurezza, di contrasto al terrorismo e di criminalità organizzata.

[C.S.]
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