05.02.2019 – 19.17 – Non potrà più camminare; il suo sogno si è infranto. Un triestino di nascita nemmeno ventenne, promessa del mezzofondo del nuoto italiano, trasferitosi dalla sua Treviso fino al centro Federale di Ostia per allenarsi con i migliori nuotatori della nazione, uno dei più talenti più brillanti dati al nuoto dalla penisola: a meno di un miracolo, però, rimarrà in parte paralizzato. Tutta colpa di quel proiettile partito in una notte capitolina, forse per uno scambio di persona, che tra sabato e domenica ha trafitto Manuel Bortuzzo trapassandogli un polmone e danneggiando irrimediabilmente il midollo spinale.
Lo ha annunciato oggi il professore Alberto Delitala, direttore del Dipartimento di Neuroscienze del San Camillo di Roma, ospedale nel quale Manuel si trova ricoverato in prognosi riservata dopo la doppia operazione di ieri per bloccare l’emorragia toracica e per estrarre il proiettile dalla vertebra. Il bolletino medico è spietato nella sua schiettezza: lesione midollare completa. “Nonostante la decompressione del midollo, eseguita con i mezzi più avanzati, il midollo spinale non conduce”, ha spiegato Delitalia. “La possibilità di riacquisto del movimento delle gambe con le conoscenze mediche attuali non è possibile”.
Il padre del ragazzo, informato fin dalle prime avvisaglie della possibilità di vedere il figlio costretto all’immobilità degli arti inferiori, ha raggiunto Roma insieme alla famiglia (“Non è possibile che si rischi la vita per niente, anche andando a mangiare un semplice panino. Questo è un problema distante anni luce da Treviso, lì non sarebbe successo” ha affermato) e ha assistito al risveglio di Manuel, che per ora ha riconosciuto la madre. Il giovane al momento è infatti ancora sedato; “Non si può ancora sciogliere la prognosi” dice Emiliano Cingolani, anestesita e responsabile Centro Rianimazione 1 del San Camillo “perché siamo troppo vicini all’intervento che è stato molto complesso e multidisciplinare. Dobbiamo aspettare ancora qualche giorno per considerarlo fuori pericolo perché le complicanze sono ancora possibili in questa fase. I parametri cardiocircolatori sono stabili” ha poi aggiunto Cingolani, “è ancora sedato e sottoposto a ventilazione meccanica. Se il decorso continua senza complicanze pensiamo nei prossimi giorni di tentare la riduzione della sedazione e un risveglio del ragazzo”.
Quando sarà dichiarato fuori pericolo, Manuel verrà trasferito in un centro di riabilitazione che gli restituirà il possesso sulla sua vita ma non il desiderio di diventare campione fra i nuotatori, svanito per sempre a Roma.


