Crisi Sertubi: incontro sindacati FIM-CISL, nuovo colpo all’occupazione

04.02.2019 – 16.38 – Ampia partecipazione alla conferenza stampa organizzata dal sindacato FIM-CISL e dalle RSU della sigla sindacale questa mattina nella sala del circolo della stampa in corso Italia. Momento di confronto per riaccendere i riflettori sulla crisi della Sertubi, società con sede a Trieste che si occupa della produzione di tubi in ghisa per le infrastrutture idriche, l’unica nel suo genere presente sul territorio italiano. A giugno 2019 infatti la proprietaria Jindal Saw Italia deciderà se continuare la produzione o meno: a rischio il posto di lavoro di ben 68 persone e tutto il personale dell’indotto quantificato in quasi venti imprese.

Una crisi apertasi a causa delle nuove regole doganali che impediscono di apporre il marchio del Made in Italy ai prodotti della Sertubi in quanto la materia prima arriva dall’India e successivamente rifinita in Italia, problema che impedisce alla società di partecipare ai bandi delle commesse europee.
Relatori all’incontro Maurizio Granieri, segretario FIM e Michele Peppe, RSU FIM che hanno richiesto l’intervento trasversale di tutte le forze politiche al fine di tutelare i lavoratori e l’unica produzione italiana in questo settore.
Presenti all’incontro esponenti di tutte le forze politiche da Claudio Giacomelli, capogruppo in regione di Fratelli d’Italia, che nel suo intervento ha promesso l’impegno del partito dei patrioti attraverso il lavoro del deputato e coordinatore regionale Walter Rizzetto e del senatore Luca Ciriani, a Francesco Russo, consigliere regionale del PD, la senatrice Tatjana Rojc e il segretario regionale del PD del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Shaurli. In prima fila pure l’on. Sandra Savino, l’on. Renzo Tondo e l’ex sindaco di Trieste Roberto Cosolini e il consigliere regionale del movimento cinque stelle Andrea Ussai. Presenti Radames Razza, capogruppo Lega Nord, Maria Teresa Bassa Poropat – Cittadini, Fabiana Martini PD. Francesco Panteca e Vincenzo Rescigno della lista Dipiazza, Salvatore Porro di FdI, Piero Camber di FI, Fabio Tuiach.
Una nuova crisi, che segue quella di Wartsila, della Cartiera Burgo e di Pasta Zara, quest’ultima salvata dal colosso Barilla, ma che si rivolge ad un contesto più ampio e la cui risoluzione, in senso positivo o negativo, andrà ad incidere sulla linea politica industriale di tutto il Paese.
[C.S.]