Intervista a Laura Berenini Gestalt Counselor; parliamo di nido e di coppia con interessanti riflessioni sulla relazione

28.02.19 h.11.30

Oggi parliamo con Laura Berenini Gestalt Counselor dal 2007, laureata in Scienze della Comunicazione; è inoltre Riflessologa e Massaggiatrice professionista.

Laura si è occupata di linfodrenaggio alle donne operate al seno. Ha inoltre ideato e realizzato un progetto a sostegno dei familiari dei piccoli pazienti che hanno malattie rare e ha seguito anche gruppi di madri riguardo alla stessa tematica. Ha lavorato anche con cooperative infermieristiche nella gestione dei rapporti tra infermieri e pazienti, ma anche tra infermieri e colleghi. Come counselor si occupa d relazioni di aiuto femminili, ma spesso anche di aiuto agli uomini riguardo invece gli aspetti professionali; nello specifico sul rafforzamento delle proprie risorse.

Come mai hai avuto la spinta nel realizzare il progetto malattie rare?

Il progetto è nato da una mia esperienza personale di vita, mi son resa conto che quando avvengono determinati eventi negativi c’è bisogno di relazionarsi con una persona esterna alla famiglia. E’ partito in via sperimentale ed è stato accolto con grande entusiasmo dai genitori, ha ottenuto quindi in seguito dei finanziamenti che hanno permesso di tenere attivo questo servizio per molti anni.

Cosa accade alla coppia di fronte alla malattia?

Partiamo dal presupposto che già con la nascita di una creatura il rapporto cambia; può crescere o si può anche annientare a seconda della gestione delle nuove dinamiche familiari. La coppia diventa un nido quindi c’è bisogno di essere capaci di mantenere sia la relazione di coppia che la relazione di “nido”; e di capire bene la differenza tra le due cose.

E’ utile ricordare sempre di alimentare la relazione di coppia; la nascita di un bimbo richiede un cambio di abitudini e di vita, è una cosa diversa. Si tratta di continuare a coltivare ciò che già c’era.

Nei casi di una malattia di un figlio tutto questo viene amplificato ulteriormente, quindi molte coppie si allontanano.

Cosa noti nel panorama sociale in merito al femminile e al maschile?

Nel panorama sociale la figura maschile era stata inquadrata per secoli in determinati canoni; adesso per esempio l’uomo partecipa alla nascita di un figlio. I grandi cambiamenti portano ad un disorientamento e ad una trasformazione degli equilibri. Quando accade questo viene fatto “di tutto ed il contrario di tutto” ; ad esempio se prima uno veniva sottomesso non deve poi diventare colui che sottomette. La conseguenza corretta sarebbe arrivare al concetto che non è giusto sottomettere nessuno. Non si tratta di prendere rivincite ma semplicemente di far valere i propri diritti.

Nel rivoltare gli equilibri abbiamo perso di vista il fatto che siamo diversi. Una donna non deve diventare un uomo ne’ viceversa. Siamo stupendi nelle nostre diversità; ovviamente in tutti i grandi cambiamenti c’è bisogno di tempo.

Di cosa hanno bisogno le relazioni oggi?

Di ristabilire la capacità di comunicare e di accorgersi del tempo condiviso.

Cosa intendi per accorgersi del tempo condiviso?

Nel tempo che si trascorre con il partner non si deve mai dare nulla per scontato; è importante impegnarsi nel nutrire la coppia e farla crescere. Crescere in coppia vuol dire accorgersi e parlare liberamente di qualsiasi cosa. E’ importante la confidenza e la forza per affrontare da subito eventuali disarmonie; su qualsiasi problematica. Questo non significa avere un problema ma semplicemente accorgersi se c’è qualcosa di disfunzionale. Di conseguenza agire nel fare qualcosa per cambiare, poi cambiare, maturare e quindi crescere.

Accorgersi delle piccole cose disfunzionali è come fare all’uncinetto trascurando un piccolo nodo, non si potrà proseguire il lavoro con mille nodi sul filo. Vanno snodati poco alla volta, man mano che accadono; in modo tale da poter fare dei piccoli cambiamenti con l’obiettivo di star bene assieme.

Non vanno mai persi di vista tutti gli aspetti di un rapporto di coppia. Ovvero il rispetto, la condivisione dei compiti, le regole che ci sono all’interno della famiglia e anche la sessualità; che ha un ruolo estremamente importante.

Da cosa parte secondo te una buona comunicazione di coppia?

Io credo parta dal benessere con noi stessi, bisogna sempre partire dalla propria persona. Dal prendere coscienza del proprio corpo, delle proprie disarmonie e di conseguenza partire da un nutrimento interno. Ognuno ha il dovere principalmente verso se stesso di avere una conoscenza della propria individualità; solo se coltiviamo la nostra individualità riusciamo a rapportarci adeguatamente in un rapporto interpersonale e di coppia.

Che cos’è per te la sessualità?

E’ sicuramente una modalità di espressione che coinvolge l’essere umano nelle sue relazioni interpersonali. La definirei un termine “ad ombrello” , in quanto racchiude molte definizioni. Coinvolge trasversalmente l’aspetto relazionale con se stessi e l’altro, l’aspetto culturale, sociale e biologico.

Laura quali sono i tuoi progetti futuri?

Continuerò a lavorare rivolgendo la mia attenzione sul benessere della donna; benessere fisico attraverso il massaggio e il benessere esistenziale attraverso la relazione d’aiuto. A breve ricominceranno i gruppi dedicati alle donne.

Grazie a Laura Berenini per questi preziose riflessioni, al prossimo giovedì per una nuova tappa del nostro viaggio!

[Chi fosse interessato ad informazioni può contattarmi come referente di benessere sessuale alla mail: [email protected]]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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