10.01.2019 – 08.45 – Il Comune di Trieste e la Regione FVG hanno raggiunto un accordo per diminuire i tempi d’attesa relativi all’erogazione della Misura di sostegno al reddito regionale (Mia). L’obiettivo è far aspettare il meno possibile le 50mila persone aventi diritto alla Mia (4,1% della popolazione residente in Fvg), tra le quali quasi 19mila famiglie con un reddito sotto i 6mila euro di Isee. Una realtà presente anche a Trieste, dove 1500 persone hanno diritto alla Misura di sostegno.
Lo ha dichiarato ieri il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, a margine di un incontro con l’assessore comunale alle Politiche Sociali di Trieste, Carlo Grilli, nel corso del quale è stato affrontato il tema della prosecuzione dell’applicazione della Mia per il 2019, nei margini temporali del periodo che precede l’attuazione del Reddito di cittadinanza deciso dal Governo.
L’obiettivo, come ha spiegato Riccardi, è quello di non lasciare per un tempo eccessivamente lungo senza il sostegno economico richiesto, a causa della parte burocratica la cui competenza non ricade né sulla Regione né sui Comuni, le persone che necessitano di un aiuto. “A tal fine – ha detto il vicegovernatore – attraverso i fondi regionali stanziati agli enti locali, i servizi sociali dei Comuni potranno intervenire erogando un’anticipazione della misura“.
Lo stesso Riccardi ha invitato i cittadini a presentare quanto prima la domanda ai Comuni per il 2019. In questa fase procedurale la tempistica dovuta alla richiesta dell’Isee all’Inps per i controlli rischierebbe di allungare i tempi dell’erogazione del sostegno. Una criticità che potrà essere superata attraverso un’anticipazione della misura nel mese di febbraio “per venire il più possibile incontro alle esigenze primarie delle persone richiedenti”, ha detto il vicegovernatore.
Guardando oltre a questo prolungamento transitorio della Mia, Riccardi ha prefigurato quelli che potranno essere i futuri scenari con l’introduzione del Reddito di cittadinanza. “Una volta definito nei dettagli questo intervento dello Stato – ha aggiunto Riccardi – la Regione Friuli Venezia Giulia deciderà come intervenire con degli strumenti che potranno eventualmente avere una funzione integrativa“.


