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giovedì, 29 Settembre 2022

Scabbia all’ITIS, Pahor: “O non sono bene informati, o mentono sapendo di mentire”

11.01.2019 – 17.28 – Il presidente dell’ITIS, Azienda Pubblica di Servizi alla Persona, Aldo Pahor, restituisce oggi attraverso un comunicato stampa alla Confsal le insinuazioni di inefficienza e superficialità nell’applicazione delle misure di tutela della salute degli anziani residenti nella struttura di via Pascoli, a Trieste. “Con ben quattro giorni di anticipo”, comunica Pahor, “rispetto al momento in cui, l’8 gennaio 2019, siamo venuti a conoscenza dei primi casi conclamati di scabbia all’ITIS, i nostri operatori avevano già iniziato ad applicare precauzionalmente agli anziani residenti la pomata Scabianil per contrastare un’eventuale parassitosi”.

[Scabianil, prodotto che contiene il principio attivo permetrina e appartiene a un gruppo di medicinali che uccidono i parassiti esterni dell’uomo, viene usato per il trattamento della malattia della pelle causata da acari di piccolissime dimensioni che si annidano nella pelle, rendendola loro habitat e causando un prurito molto forte provocato da infiammazioni e vesciche conseguenti. Normalmente, una sola applicazione del prodotto è sufficiente per eliminare la malattia e l’infestazione che la provoca, molto contagiosa se non trattata NdR]

“Avevamo notato” prosegue il presidente Pahor nella nota dell’ITIS “che alcuni nostri ospiti lamentavano un fastidioso prurito. Pertanto, pur in assenza di diagnosi e nell’attesa dell’invio da parte dell’AsuiTS dello specialista dermatologo prontamente richiesto, abbiamo autonomamente deciso di intervenire considerato che nei primi giorni del mese di dicembre scorso l’Ufficio profilassi dell’Azienda sanitaria ci aveva segnalato una denuncia di scabbia presentata da un dipendente della cooperativa che lavora all’interno della nostra struttura, Chiunque insinua inefficienze, superficialità o ritardi nell’applicazione delle misure di tutela della salute dei nostri anziani e non solo non è ben informato oppure mente sapendo di mentire”.

I vertici dell’ITIS confermano che la situazione continua ad essere sotto controllo e monitorata costantemente e che l’aumento dei casi è purtroppo la logica conseguenza di un’incubazione della malattia che può arrivare fino a sei settimane. ITIS denuncia come infondata la notizia dell’indisponibilità dello Scabianil: “su richiesta dell’ITIS e in via straordinaria la farmacia ha fornito gratuitamente la pomata che è stata applicata agli anziani residenti”.
Per quanto riguarda invece la pulizia degli indumenti degli operatori ITIS rileva che l’Azienda sanitaria ha ritenuto già nel 2012 e tutt’ora ritiene sufficientemente valida ai fini della salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori la procedura adottata dalle cooperative che operano all’interno dell’ITIS. “Oltre ai protocolli convalidati dall’AsuiTS”, aggiunge Andrea Civeriati, vice presidente della coperativa KCS che opera con contratto di appalto all’interno dell’ITIS, “abbiamo concordemente alla direzione dell’Ente rese ancora più stringenti le procedure di salvaguardia della salute degli ospiti della struttura e applicato anche in passato, seppur non previste, ulteriori misure di tutela anche dei nostri operatori in stretta sinergia con l’Istituzione triestina”.

“Spero” auspica il presidente Pahor in conclusione “per il bene dell’Istituto e per rispetto delle persone che vi lavorano e che in questi giorni sono esempio virtuoso di professionalità, disponibilità e sensibilità nell’affrontare il particolare momento, che chiunque voglia prendere la parola sulla questione lo faccia almeno dopo essersi adeguatamente informato”.

Nella struttura dell’ITIS sono ospitate in totale 450 persone, con un afflusso quotidiano di circa 500 lavoratori e almeno altrettante persone in visita ai loro cari. L’attenzione nei confronti di un parassita molto noto e molto infestante è quindi altissima.

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