23.01.2019 – 08.32 – Serata di grandi premiazioni ieri sera, al Politeama Rossetti, con tre film scelti a furor di popolo dal pubblico della trentesima edizione del Trieste Film Festival. Un cinefilo antipasto in attesa, il 25 gennaio, dell’arrivo dei più importanti (e storici) film e registi invitati per l’evento.
Il Premio Trieste al miglior lungometraggio in concorso va al film Delegacioni di Bujar Alimani, sull’estremo tentativo del regime comunista – siamo sul finire del 1990 – di “convincere” l’opinione pubblica internazionale dei progressi di Tirana in tema di diritti umani. Il Premio Alpe Adria Cinema al miglior documentario in concorso segnala invece Chris the Swiss, con cui Anja Kofmel cerca di far luce sul mistero che ancora oggi circonda la morte di suo cugino, nella Croazia in guerra del 1992. All’ungherese Last Call di Hajni Kis, infine, il Premio Fondazione Osiride Brovedani al Miglior cortometraggio in concorso.
Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino (l’edizione “zero” è datata 1987), il Trieste Film Festival – diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo – è il primo e più importante appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale, che continua a essere un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti al pubblico italiano, e più in generale a quello “occidentale”. Più che un festival, un ponte che mette in contatto le diverse latitudini dell’Europa del cinema, scoprendo in anticipo nomi e tendenze destinate ad imporsi nel panorama internazionale.
La gallery qui presente illustra alcuni degli autori del TFF e gli spettatori, al Caffè San Marco, nel corso di uno degli incontri del Festival. Le foto, di Serena Bobbo, catturano l’atmosfera elevata, eppure famigliare caratteristica del Trieste Film Festival.

















