Giorno della Memoria – Pietra “d’inciampo” dedicata al pittore Gino Parin

24.01.2019 – 12.52 – La Comunità Ebraica di Trieste, nell’occasione del Giorno della Memoria, installerà 13 nuove “Pietre d’inciampo” in 9 luoghi della città. Le pietre, la cui installazione è prevista martedì 29 gennaio, sono un’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig: blocchi di pietra con una piastra d’ottone, posizionati di fronte alle ultime case dei deportati nei campi di sterminio. Le prime sono state posizionate in Germania nel 1992 e d’allora l’usanza si è diffusa nel resto dell’Europa. I sampietrini svolgono così un ruolo memoriale piuttosto efficace, restando incastonati nel tessuto urbano e storico della città. Pietre “d’inciampo”, pertanto, perché il cittadino si ferma a fissare la targa che stava per calpestare e “inciampa” dal presente, al passato nazifascista.

Tra le nuove pietre a Trieste, in via Torrebianca, intorno a mezzogiorno, verrà posta quella che ricorda il pittore Gino Parin, che nacque a Trieste nel 1876 e morì nel campo di concentramento di Bergen Belsen nel 1944. A questo proposito, il Castello di Miramare segnala, nell’occasione della commemorazione, il possesso di due diversi quadri del pittore, rispettivamente del Re d’Italia Vittorio Emanuele III e della regina d’Italia Elena di Montenegro (1930-1931).

Famoso come “pittore delle belle donne”, Parin si chiamava in realtà Federico Pollack e fu un interprete fedele del simbolismo belga e del linguaggio secessionista d’Oltralpe. Grazie a queste qualità, a conclusione della fortunata mostra personale a Palazzo Doria di Roma nel 1930, gli vennero commissionati i due dipinti che sono esposti nella sezione degli appartamenti del duca d’Aosta, nella stanza da letto della duchessa.

Mentre la regina è ritratta seduta su una poltrona di velluto rosso – molto simile a quella che si trova nella Sala del trono del museo – il re, senza retorica e apparato, è effigiato a figura intera tagliata alle ginocchia in uniforme verde militare sulla quale si riconosce la placca dell’Ordine supremo della SS; sullo sfondo, secondo lo storico coevo Silvio Benco – si riconosce il parco di Miramare. Per inserire il quadro venne sottratta la cornice di un bel ritratto della precedente imperatrice Elisabetta d’Austria.

Ironicamente lo stesso monarca Vittorio Emanuele III che aveva richiesto il ritratto promulgò le leggi razziali del 1938, condannando Gino Parin, dalle origini ebraiche, dapprima a essere escluso da ogni esposizione e in seguito alla morte in quello stesso campo di concentramento dove si sarebbe poi spenta Anna Frank. Tragico epilogo che dimostra efficacemente la regressione della città, dalla politica di tolleranza illuminista degli Asburgo, alla persecuzione novecentesca con l’avallo dei Savoia.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore