Festival di Lubiana: il meglio della musica internazionale, dalla classica al pop

18.01.2019 – 15.02 – Il Festival di Lubiana festeggia tre anni d’età: musicisti di fama (e provenienza) internazionale si esibiranno tra il 2 e il 6 febbraio 2019 presso il Grand Hotel Union e la Filarmonica slovena, proponendo al pubblico la moderna rappresentazione di classicissime musiche.

L’attore sloveno Boris Ostan salirà sul palco con la soprano israeliana Rinnat Moriah per il concerto inaugurale, mentre per la seconda serata dominerà il romanticismo, con la soprano Elvira Hasanagić, la mezzosoprano Monika Bohinec e il tenore José Cura. La terza serata proporrà invece una miscela di musica classica influenzata dalle sonorità contemporanee con il gruppo a cappella The Queen’s Six, noto per il suo umorismo.

  • “Tišina, prosim!” Concerto del 2 febbraio, ore 19, Sala Marjan Kozina, Filarmonica slovena.

Il primo concerto s’intitola dunque Tišina, prosim! ovvero Silenzio, prego! Sul palco della Filarmonica saranno eseguite per la prima volta alcune opere leggendarie del Novecento composte da Strauss, Zimmermann, Xenakis e Ligeti. A condurre l’orchestra sarà Gregor Mayrhofer, che è stato assistente di Simon Rattle, per lungo tempo direttore dei Berliner Philharmoniker. L’originale programma sarà completato da due noti interpreti. Con la Musique pour les soupers du roi Ubu di Zimmermann si esibirà l’attore teatrale e cinematografico, regista e sceneggiatore sloveno Boris Ostan, vincitore di più premi dell’annuale Rassegna del teatro sloveno Borštnik e del premio della Fondazione Prešeren, il più prestigioso premio nazionale in campo artistico. La seconda esibizione solistica spetterà alla giovane soprano israeliana Rinnat Moriah, che interpreterà l’aria di Zerbinetta dell’opera Arianna a Nasso e Mysteries of the Macabre di Ligeti. La cantante ha fatto il suo debutto alla Scala di Milano, collaborando inoltre con l’Orchestra reale del Concertgebouw di Amsterdam e partecipando alla stagione BBC Proms a Londra sotto la direzione del maestro Daniel Barenboim.

  • Concerto del 4 febbraio, ore 19, Sala Union, Grand Hotel Union.

Accompagnato dall’Orchestra sinfonica SNG Maribor, diretta da Simon Krečič, il 4 febbraio salirà sul palco il pluripremiato tenore argentino José Cura, conosciuto per le ottime interpretazioni dei personaggi del teatro lirico, in particolare nelle opere di Verdi. Finiti gli studi di composizione e direzione d’orchestra nella città nativa di Rosario, l’artista si è trasferito a Buenos Aires, affinando le due doti di cantante al Teatro Colón. Nel 2007 ha debuttato come regista e scenografo nello spettacolo La Commedia è finita, ispirato all’opera I pagliacci di Leoncavallo. Nel 2015 è diventato l’artista residente dell’Orchestra filarmonica di Praga e lo stesso anno ha ricevuto in Argentina il Premio Sarmiento per il suo lavoro nel campo della cultura.

Ad accompagnarlo sul palco saranno altre due soliste di fama mondiale. La prima è una delle migliori soprano in Slovenia ed Europa, Elvira Hasanagić, vincitrice di numerosi premi in concorsi internazionali. Nel 2017 la città di Dresda, insieme all’associazione tedesca per il supporto dei cantanti lirici, le ha conferito il titolo Giovane artista 2017. La seconda è invece l’eccellente mezzosoprano slovena, Monika Bohinec, solista della Wiener Staatsoper, che si è esibita sui palchi dei grandi teatri di tutto il mondo, quali il Musikverein e la Konzerthaus di Vienna, la Royal Albert Hall di Londra, la Carnegie Hall di New York e molti altri.

  • Concerto del 6 febbraio, ore 19, Sala Union, Grand Hotel Union.

Il 6 febbraio potremo assistere a uno spettacolo vocale di sei voci maschili. Il gruppo The Queen’s Six si è formato nel 2008 in occasione del 450o anniversario dell’ascesa al trono della regina Elisabetta I, dalla quale prendono anche il nome. Presto hanno avuto il privilegio di esibirsi al cospetto della regina Elisabetta II e di suo marito, il principe Filippo. Con la loro singolare espressione artistica, Daniel Brittain e Tim Carleston (controtenori), Nick Madden e Dominic Bland (tenori), Andrew Thompson (baritono) e Simon Whiteley (basso) si rivolgono a un ampio pubblico di ascoltatori. Il loro repertorio supera i limiti della musica corale classica, spaziando dai primi canti liturgici, alla polifonia rinascimentale, ai madrigali, fino ai canti popolari e alla musica leggera jazz e pop.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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