Erasmo Palazzotto, LEU: “A Gorizia, l’associazione Decima Mas in Comune. Il governo intervenga”

17.01.2019 – 14.25 – “Sabato prossimo 19 gennaio 2019 Casapound ed una rappresentanza dell’Associazione Decima Mas saranno ricevuti all’interno del comune di Gorizia da rappresentanti istituzionali: una manifestazione che si ripete di anno in anno, e che, nella scorsa edizione, è arrivata al punto da vedere i saluti fascisti all’ingresso della delegazione nella casa comune dei cittadini e sentire poi intonato, in una sala interna, l’inno di guerra della formazione della Repubblica Sociale Italiana. Vogliamo sapere se il Governo non intenda, attraverso la prefettura di Gorizia, effettuare le opportune verifiche e prendere le conseguenti iniziative, per evitare la presenza anche all’interno delle istituzioni dell’associazione Decima Mas nel comune di Gorizia che, a giudizio dell’interrogante, si pone in contrasto con il dettato costituzionale, rassicurando i cittadini sul pieno esplicarsi delle garanzie antifasciste che sono i capisaldi della Costituzione e che assicurano le libertà e la democrazia delle cittadine e dei cittadini italiani“. Così i deputati di Liberi e Uguali, primo firmatario Erasmo Palazzotto, in un’interrogazione parlamentare rivolta al governo.

“Questa iniziativa – ricorda l’esponente di Sinistra Italiana – si svolgerà peraltro a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata della Memoria, e non si può dimenticare che nel settembre del 1943 Gorizia, insieme a Trieste, Udine, Pola e Fiume divenne, oltre a Lubiana, al Trentino e al Bellunese, territorio controllato militarmente e civilmente dai nazisti, e l’acronimo OZAK (Operationszone Adriatisches Küstenland) ancora oggi conserva il suo temibile e lugubre impatto nella memoria collettiva di questi luoghi. È quanto mai opportuno – conclude Palazzotto e i deputati di Leu – che a Gorizia, viste le iniziative di Casapound e dell’associazione Decima Mas, la cui triste storia alle dipendenze dei nazisti è ben nota, siano esplicitamente arginate le crescenti espressioni neofasciste e riaffermati i principi che sono i capisaldi della nostra Costituzione, nata quale reazione dell’intero Paese devastato dalla guerra e dalla dittatura e fermo ripudio del fascismo.”

[c.s.]

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