Capodanno ortodosso: perchè si festeggia il 14 gennaio?

07.01.2019 – 21.08 – Venerdì scorso, 4 gennaio, il sindaco Roberto Dipiazza ha annunciato che le luci di decorazione degli abeti in Piazza Unità e in tutto il territorio del Comune di Trieste verranno spente definitivamente il 15 gennaio, anziché il 6 com’è consuetudine. La decisione vuole riconoscere e rispettare la scadenza del Capodanno ortodosso, celebrato il 14 gennaio, che cade 13 giorni dopo quello cristiano a causa dello scarto esistente tra il calendario gregoriano, diffuso in Occidente, e quello -più antico- giuliano ancora in uso nella maggioranza delle Chiese Ortodosse. In molti a Trieste hanno partecipato alle festività ortodosse e proprio a loro Papa Francesco ha indirizzato un augurio “cordiale e fraterno” durante l’Angelus.

Ma da dove si è originata la discrepanza tra Oriente e Occidente nella scelta del calendario da seguire? La Chiesa, fin dal IV secolo dopo Cristo, adottò il calcolo giuliano, in vigore nell’impero romano e così chiamato poiché introdotto nel 46 a.C. da Giulio Cesare dopo aver consultato l’astronomo greco Sosigene di Alessandria. In seguito ci si accorse però di uno sfasamento tra il calendario giuliano e la durata effettiva dell’anno solare: l’anno solare, infatti, dura precisamente 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi, e non soltanto 365. Col passare dei secoli il sistema di datazione giuliano accumulò tanto ritardo da far cadere l’equinozio di primavera con uno scarto di dieci giorni rispetto a quando lo misuravano le meridiane. Nel 1582 il pontefice Gregorio XIII pose quindi rimedio alla situazione, emanando la bolla papale “Inter Gravissimas”, frutto di un lavoro di quattro anni in accordo con il medico Luigi Lilio e l’astronomo Cristoforo Clavio. Nacque così il calendario gregoriano, molto simile al precedente ma con l’eccezione che gli anni bisestili furono soppressi quando erano centenari non multipli di 400. Paesi cattolici come Portogallo, Spagna e Italia sposarono subito la novità, mentre Germania e Olanda adottarono il nuovo calendario solo nel 1700; l’Inghilterra attese fino al 1752 e la Cina addirittura fino al 1912.

Com’è ovvio, nelle comunità ecclesiali d’Oriente che seguono il calcolo giuliano non solo deve ancora arrivare Capodanno, ma anche l’Epifania: la solennità, che ricorda la manifestazione di Dio a tutte le genti, sarà celebrata infatti il 19 gennaio.

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