Anno nuovo, vita nuova: propositi per l’anno che verrà

03.01.2019 -8:30-

Filastrocca di Capodanno (di Gianni Rodari)

Fammi gli auguri per tutto l’anno: 
voglio un gennaio col sole d’aprile, 
un luglio fresco, un marzo gentile; 
voglio un giorno senza sera, 
voglio un mare senza bufera; 
voglio un pane sempre fresco, 
sul cipresso il fiore del pesco; 
che siano amici il gatto e il cane, 
che diano latte le fontane. 
Se voglio troppo, non darmi niente, 
dammi una faccia allegra solamente. 

Sono tanti i detti che riguardano la notte di san Silvestro, ma si potrebbe dire che la gran parte di essi punti l’accento sull’opportunità, a ogni fine anno, di fare ammenda e ricominciare meglio di prima, con possibilità. È giustappunto in tal modo che la presente Rubrica si propone di iniziare questo 2019, continuando nell’intento di dare luce alle voci delle minoranze, ma cercando di farlo in modo sempre più accurato e competente. Abbiamo approfondito diversi argomenti controversi in questi ultimi mesi, dai migranti all’identità LGBT, dalla condizione della donna in questo nostro momento storico, alla situazione attuale dei diritti umani, passando per il dibattuto Gioco del Rispetto e per la messa in discussione di norme che credevamo ormai acquisite.

Ci troviamo a vivere in un Occidente che in parte è portatore di benessere e ricchezza, ma che dall’altra ci offre uno scenario ancora piuttosto frammentato dal punto di vista dell’uguaglianza sociale; per questo motivo crediamo ci sia bisogno di trovare il tempo per raccogliere i pensieri –uno alla volta- e osservarli con pazienza e dovizia di particolari: ricomponendoli infine in un’unica grande immagine che ridia veridicità e dignità alla situazione generale, senza dimenticarci di nessuno.

Non vogliamo dimenticarci di quella parte di italiani che, come abbiamo scritto nell’ultimo articolo, risultano essere davvero arrabbiati, stanchi e scontenti del loro presente; non vogliamo dimenticarci delle donne, che quotidianamente si trovano a combattere contro una società in parte ancora profondamente fondata sul patriarcato; non vogliamo dimenticarci che oggi un bacio tra due persone dello stesso sesso tende ancora a creare grossi imbarazzi e fastidi tra chi è rimasto a pensare che sia esso rappresentazione di oscenità.

Non vogliamo certo dimenticarci di nessuno e non vogliamo dimenticarci soprattutto che in quanto paese evoluto, seppur ancora strettamente legato alla tradizione, l’Italia ha il dovere di pensare e riflettere sul proprio passato, oltre che sul proprio presente. Noi italiani siamo stati migranti a nostra volta (e come dimenticare?): a Trieste alzi la mano chi non ha almeno un parente che non sia arrivato qui da immigrato, o fuggito via in quanto emigrato. Ci perdonerete la ripetizione del verbo “dimenticare”, ma talvolta bisogna parafrasare per essere certi di farsi capire. Perché non vogliamo davvero dimenticare nessuno. Vorremmo essere certi che quando verrà il momento non ci troveremo impreparati rispondendo: “ma io non sapevo, ma io non ci avevo mai pensato”. C’è un detto che recita l’unione fa la forza. Ecco, probabilmente bisognerebbe ragionare in questi termini per salvarci dal giudizio della Storia, che prima o poi ci cadrà sulle spalle come una spada di Damocle annunciatase stringersi in associazione ci rende più forti, frammentarci in piccoli gruppi tendenti a far di tutto per mantenere i propri privilegi, ci indebolisce.

All’inizio del nuovo anno anche la presente Rubrica si è permessa di cadere nell’infantile illusione che si possa ricominciare tutto da capo con rinnovato impegno e siamo fiduciosi che i lettori potranno perdonarci un articolo come questo, che più che informare, tenderà a far riflettere, nel bene e nel male. Perché pensare è ciò che contraddistingue l’uomo dall’animale e in questo momento della nostra storia sentiamo davvero la necessità di distinguerci dalla bestialità, che troppo spesso ha mietuto innocenti vittime. Crediamo nel potere dell’informare e nella forza della riflessione. L’uomo è un essere speciale, che ha ricevuto in dono l’uso della ragione, ed è proprio per questo che ha il dovere di usarla come prima arma in suo possesso.

Ed ecco i nostri buoni propositi, con i quali ci apprestiamo a cominciare questo 2019: informare, approfondire, ascoltare, rispondere a tutti.

In programma per il prossimo futuro abbiamo una chiacchierata con un professionista di infettivologia per parlare di vaccini, migranti e malattie; siamo poi in contatto con delle persone che si sono recentemente recate a Velika Kladuša, in Bosnia, a vedere che cosa sta succedendo alla frontiera con la Croazia.

Ma non vogliamo rischiare di svelare troppo! Pertanto auguriamo a tutti un felice inizio e che ogni buon desiderio si possa trasformare in realtà!