Turismo, Scoccimarro: valorizzare la speleologia. A presto operativo il Catasto delle Grotte

19.12.2018 – 11.46 – La Grotta Gigante rimane tra le attrattive nella provincia di Trieste più visitate dai turisti, vero e proprio “gioiello” sotterraneo di una rete di grotte e cavità d’interesse non solo paesaggistico, quanto storico e culturale. La Regione ha scelto di proseguire l’impegno assunto nel 2018, quando aveva destinato 230mila euro a favore dell’attività speleologica. Esplorazione, ma non solo; turismo, divulgazione, ricerca scientifica, con possibili collegamenti ai progetti europei.

Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Ambiente, Fabio Scoccimarro, al termine del Tavolo della speleologia a Trieste a cui hanno preso parte i rappresentanti dei gruppi e associazioni della regione che l’assessore ha ringraziato anche per aver contribuito alla stesura del regolamento del Catasto speleologico regionale (Csr).

Con la Federazione speleologica regionale (Fsr) è stata recentemente siglata la convenzione triennale che consentirà la prosecuzione dell’attività di targhettatura delle cavità naturali regionali, la formazione tecnica sul rilievo digitale ipogeo e un affiancamento al personale regionale per lo sviluppo del Csr, coinvolgendo tutti i gruppi e le associazioni speleologiche regionali.

“L’obiettivo del Tavolo era un bilancio delle attività e l’approfondimento delle criticità in essere per trovare adeguate soluzioni: accolgo volentieri l’apprezzamento per aver reso più snelle le procedure e mi attiverò affinché venga individuato personale con adeguate competenze, qualifiche e capacità per riuscire a avviare in tempi brevi la piena operatività del Catasto grotte“, ha reso noto Scoccimarro.

Il servizio geologico è il soggetto individuato dalla legge regionale 15/2016 per realizzare le attività istituzionali e dal dicembre 2017 ha preso in carico anche le competenze del Catasto grotte.

Tra gli atti che restano da perfezionare in applicazione alla legge di settore, è stato ricordato nel corso del Tavolo, c’è la stesura del Regolamento sulla tutela e la valorizzazione del patrimonio speleologico che dovrebbe disciplinare, tra l’altro, l’apertura di nuove grotte turistiche, il monitoraggio di quelle esistenti e trattare gli aspetti legati all’installazione di percorsi permanenti.

Scoccimarro ha infine segnalato la gestione delle acque sotterranee, resa possibile grazie a una collaborazione tra l’Università di Trieste, il servizio delle risorse idriche e gli enti proprietari degli acquedotti che stanno operando sulle finalità di un Accordo attuativo tra il Dipartimento di matematica e geoscienze e il servizio geologico. L’obiettivo è individuare e delineare il perimetro delle aree carsiche e delle conseguenti infiltrazioni degli acquiferi carsici.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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