22.12.2018 – 17.52 – “Le forti pressioni nazionali e internazionali esercitate su Governo e maggioranza hanno raggiunto lo scopo di salvare il quotidiano ‘Primorski dnenvik’ dalle cesoie del maxiemendamento. È un risultato che in sé dà sollievo ma continua e essere preoccupante il fatto che sia stata necessaria una battaglia durissima affinché alla minoranza slovena non venisse strappato un diritto costituzionale. La tutela delle minoranze linguistiche non è stata un pensiero di questa maggioranza politica, come dimostra la versione dell’emendamento Varrica che colpiva specificamente il nostro giornale”.
Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc, espressione della comunità slovena nel gruppo del Pd a Palazzo Madama, commentando il testo del maxiemendamento che, all’art. 471 sexies, esclude dai tagli all’editoria il quotidiano della minoranza slovena edite in Friuli Venezia Giulia ‘Primorski dnevnik‘.
Per Rojc questo è “un salvataggio a metà, perché restano nel gruppo dei ‘sommersi‘ altre due testate: il settimanale ‘Novi Matajur‘, voce degli sloveni della provincia di Udine, e il ‘Novi Glas‘, settimanale edito a Gorizia aderente alla Federazione italiana settimanali cattolici. Quello del Governo appare come un segnale di ‘tolleranza’ inteso a tacitare le situazioni più clamorose, non certo una volontà di affermazione attiva dei diritti”.
“La possibilità ‘concessa’ ad alcuni giornali delle minoranze linguistiche di continuare a la pubblicazione inoltre – aggiunge Rojc – si colloca in panorama complessivo che punisce l’editoria minore e locale, e le testate meno ‘integrate’. Insomma , è un successo amaro aver portato a casa garanzie per sloveni e tedeschi, mentre altre 180 testate vengono condannate a chiusura. È evidente che in queste condizioni – conclude – la vigilanza deve rimanere altissima”.
[c.s.]


