07.12.2018 – 13.00 – Su proposta dell’assessore al Lavoro, Alessia Rosolen, è stato approvato un nuovo regolamento riguardante il tema del lavoro e della disabilità, in sostituzione di quello già da tempo in vigore (legge 13/2016). Sono state quindi aggiornate le modalità di accesso ai contributi pubblici per i professionisti con disabilità fisica, psichica o sensoriale, aumentando le possibilità di rimuovere gli impedimenti all’esercizio dell’attività lavorativa.
Con il nuovo regolamento sono state ampliate le tipologie di spese ammesse a contributo; sono stati introdotti nuovi interventi finalizzati a compensare le limitazioni della disabilità, introducendo anche quale spesa ammissibile il costo sostenuto per gli spostamenti per attività di lavoro con rientro al luogo di residenza effettuati con accompagnamento o trasporto assistito; è stata ammessa la spesa per l’Iva.
Altre condizioni sono state fissate per ottenere il contributo pubblico: la misura è graduata in base al volume d’affari, ovvero al totale dei componenti positivi di reddito riferiti alle ultime dichiarazioni Iva/Redditi presentate dal professionista, non è più previsto un limite minimo di contributo e viene elevato il limite massimo di contributo a 50.000 euro.
Significativa attenzione è stata dedicata dalla Regione alle condizioni in cui viene a trovarsi il professionista per un imprevedibile aggravamento delle condizioni di salute. In tal caso è stata prevista la possibilità di instaurare rapporti di sostituzione o collaborazione di natura autonoma con un altro soggetto in possesso dei requisiti professionali necessari.
Inoltre, nel caso in cui il professionista con handicap grave attivi un rapporto di sostituzione/collaborazione con un professionista iscritto da non più di 12 mesi all’Ordine o al Collegio, la percentuale contributiva è pari all’80% della spesa riferita al costo del compenso del professionista sostituto/collaboratore. Ciò favorirà l’inclusione nel settore delle nuove posizioni Iva, prevalentemente attivate da giovani, andando a favorire sia la crescita delle loro competenze professionali sia l’incremento della loro capacità reddituale.
Gli interventi contributivi sono rivolti a professionisti regolarmente iscritti ad ordini e collegi e anche a professionisti non ordinistici, iscritti cioè a un’associazione inserita nel “Registro regionale delle associazioni dei prestatori di attività professionali non ordinistiche” o a una realtà inserita nell’Elenco delle associazioni professionali che rilasciano l’attestato di qualità, pubblicato dal Ministero dello Sviluppo economico.
[C.S.]









