09.12.2018 – 12.20 – In questi giorni il “Decreto Sicurezza” è diventato legge, introducendo un nuovo divieto destinato a combattere coloro che non pagano il bollo italiano di circolazione dei veicoli, targandoli all’estero.
Innanzitutto, va osservato che in Italia il bollo auto è molto caro e che, dal 2011, c’è il “super bollo”, cioè una tassa che colpisce le auto di lusso, particolarmente potenti e costose. Poiché il bollo dev’essere pagato sulle auto immatricolate in Italia, si è diffusa la pratica di targare il proprio veicolo all’estero, dove il bollo è meno caro ed il “super bollo” non esiste. In alcuni casi, la tassa italiana è 10 volte più cara di quella straniera.
I conti sono presto fatti e la grande convenienza di targare il proprio veicolo all’estero costituisce una forte tentazione per chi, ad esempio, vive vicino a un confine. Inoltre, targare un veicolo all’estero permette di pagare assicurazioni meno care e, a volte, di evitare di pagare le multe a causa delle difficoltà della loro notifica.
Come ha reagito l’Italia al mancato incasso di tutti questi importi? Ha introdotto una legge in base alla quale chi risiede in Italia da più di 60 giorni non può guidare un veicolo con targa estera. La sanzione è cara: chi commette questa violazione deve pagare una multa di 712 euro ed è obbligato ad immatricolare il veicolo in Italia. Altrimenti, il veicolo viene definitivamente confiscato.
La norma ha sicuramene un fine giusto, ma lascia aperti alcuni grossi problemi. Innanzitutto, il divieto non colpisce le vetture utilizzate in forza di un contratto di leasing o di noleggio. Con questa scappatoia, è prevedibile che verrà rapidamente trovata una soluzione per continuare a non pagare la tassa italiana: sarà sufficiente stipulare un leasing all’estero. Ma il nuovo divieto ha anche un effetto non voluto che colpisce chi ha un parente straniero, che sia venuto in Italia con un proprio veicolo: guai a guidarlo! Se risiedi in Italia e venissi sorpresi a guidare la macchina di un amico o di un parente straniero, non potresti evitare le sanzioni.
Prevedibilmente, il divieto verrà “migliorato” con successivi interventi. Ma, altrettanto prevedibilmente, anche gli automobilisti si stanno già attrezzando per trovare nuove scappatoie.
avv. Guendal Cecovini Amigoni
Trieste – Gorizia – Udine


