17.11.2018 – 19.11 – “Il Parco del Mare non è solo l’Acquario”. Questo punto è stato più volte ribadito nella conferenza di oggi presso la sede di Italia Nostra sez. di Trieste (Via del Sale, 4) dove l’associazione ha proposto un’alternativa a basso costo e impatto ambientale per un’area storicamente tutelata quale la Lanterna.
Invece dell’Acquario, sul quale già si era espresso negativamente il WWF, Italia Nostra di Trieste ha proposto un Parco del Mare sul modello delle piccole città nordiche, dalla Germania, all’Olanda, alla Svezia. Una struttura “polifunzionale, ecosostenibile e innovativa”, la quale garantirebbe il flusso turistico richiesto dalla città, senza tuttavia risultare un progetto eccessivamente invasivo per un’area di grande valore storico.
Il progetto nasce da una costola del Museo del Mare in Porto Vecchio con la denominazione de “Il mare – ambiente e tecnologia – imbarcazioni d’epoca – gente di mare – archeologia subacquea”. Si vuole infatti realizzare nell’area della Lanterna attività espositive, culturali e ludico-sportive, coerenti con l’identità dei vecchi moli ottocenteschi e con un aggancio all’archeologia industriale già presente nel Porto Vecchio con la Centrale Idrodinamica.
In questa forma il Parco del Mare – che non dev’essere necessariamente un Acquario – potrebbe diventare una delle sezioni del “Museo del Mare” previsto nel Magazzino 26, così com’è stato fatto con successo nei porti di Danzica e Amburgo.
Nel caso di Danzica i ragazzi, accompagnati dai genitori, con amici o con le scolaresche, si recano nel proprio Parco del Mare dove sperimentano in prima persona i diversi aspetti della vita marinaresca: scaricare e caricare le merci su un veliero, vestirsi da marinaio, manovrare modellini di barche in una piscina interattiva, partecipare all’evacuazione di una nave e altre attività concrete e coinvolgenti, lontane dalla contemplazione passiva propria degli acquari. Solitamente ed è anche la proposta per Trieste, i Parchi del Mare ospitano grandi velieri, barche storiche e imbarcazioni d’epoca affittabili ai privati con un notevole ritorno economico.
Il Parco del Mare in questo modo non costituirebbe qualcosa di “estraneo” al tessuto cittadino, ma al contrario uno sprone alla riqualificazione dell’area della Lanterna e di Campo Marzio; diventerebbe pertanto un elemento armonico e caratterizzante ricollegabile agli interventi delle Rive e del Porto Vecchio. Merita menzionare come una simile struttura sarebbe anche in concerto con le aree storiche di balneazione e sport (bagno “La Lanterna”, stabilimenti balneari “Ausonia” e società veliche e remiere).

Il progetto – aperto e flessibile a seconda delle necessità – propone:
- Attività ricettive ed economico- commerciali in aree limitrofe (Campo Marzio)
Considerando come nell’area di Porto Lido le costruzioni esistenti siano di scarso valore, si propone la loro demolizione lasciando le tracce dei cantieri storici. Compatibilmente con le prescrizioni del PRGC, del PRP e del Mibac, si potranno realizzare delle strutture ricettive (alberghi, ristoranti, ecc ecc) nell’area di Campo Marzio. - Attività espositive
Un’esposizione permanente in mare di una flotta di barche d’epoca, fruibile a scopo espositivo, ludico e formativo, previo restauro dello squero storico. Strutture a terra, scarsamente invasive, rimovibili a seconda delle necessità, capaci di ospitare mostre, modellismo navale, esposizioni didattiche “virtuali” sulla storia locale e marinaresca. - Attività culturali
Un’adeguata valorizzazione del Faro della Lanterna, gioiello della Trieste asburgica. Sempre nell’area di Porto Lido si propone un’eco-stazione mobile, sul modello dell’Oekostation del Seepark di Friburgo, per l’educazione ecologica, il rispetto per l’ambiente e lo studio delle energie alternative, senza trascurare il mondo della navigazione e della pesca. - Attività ludico sportive
Tra le principali attività gli appuntamenti marittimi annuali/ biennali come i Festival della Marineria che da anni vengono organizzati nei principali porti del Mare del Nord e del Baltico. - Attività di esplorazione archeologica
A seguito di indagini archeologiche e di successivi approfondimenti, si potrà proporre un percorso archeologico (Parco archeologico subacqueo), considerato che il “molo dello Zucco” nel passato faceva parte delle strutture difensive della città di Trieste e del suo golfo.
Il progetto effettivo prevederebbe, a seguito di un’indagine archeologica preventiva, la demolizione delle casupole nella zona risalenti al secondo dopoguerra e al momento inutilizzate, il rifacimento della pavimentazione nell’area con spazi verdi attrezzati, la messa in sicurezza e la sistemazione delle banchine, muri di sponda e ormeggi. Le navi storiche permetterebbero di avere entrate per le visite, le mostre a bordo, le diverse attività didattiche, i festival della marineria e il possibile affitto delle stesse. Il costo si aggirerebbe intorno ai quindici milioni di euro, con un cronoprogramma di due anni.
La proposta dell’Associazione Italia Nostra è dunque rivolta al presidente della Camera di Commercio Antonio Paoletti in un’ottica di collaborazione propositiva, volta a individuare un’alternativa capace di conservare la “storicità” del molo Fratelli Bandiera, della Lanterna e dell’area di “Porto Lido” con un progetto pienamente calato in un tutt’uno omogeneo con il Porto Vecchio e il Museo del Mare.


