30.6 C
Trieste
domenica, 14 Agosto 2022

La nomina e la revoca dell’amministratore di condominio, l’approfondimento

15.10.2018 – 11.36 – Su richiesta di alcuni lettori, approfondiamo l’argomento del mio primo articolo del 30 luglio, sulla nomina e revoca dell’amministratore. Persone scontente mi chiedono cosa debbano fare, e come comportarsi per cambiare l’amministratore del proprio condominio. Voglio, prima di spiegare quali passi si fanno per la revoca e poi la nomina di un nuovo amministratore, sottolineare e portare all’attenzione di tutti che il rapporto tra condomino ed amministratore, come ogni altro rapporto tra cliente e professionista, deve essere basato sulla fiducia accordata dal cliente al professionista e dalla correttezza ed onestà professionale del secondo nello svolgimento del proprio incarico.

Laddove un condominio nella sua maggioranza non sia soddisfatto del proprio amministratore, in quanto professionista nominato con voto palese l’anno prima dai condomini ad amministrare il patrimonio immobiliare di quest’ultimi, può, ed a mio avviso deve, provvedere a chiarire in corso dell’assemblea ordinaria o straordinaria le motivazioni di tale scontento. Dove non venissero soddisfatte le carenze riscontrate dalle argomentazioni portate a propria giustificazione dall’amministratore, il condominio può provvedere alla revoca dell’incarico nel corso dell’assemblea, che all’ordine del giorno deve avere come punto: “nomina / revoca dell’amministratore”. In seguito, nella stessa assemblea o in altra successivamente convocata, può provvedere alla nomina del nuovo amministratore in base sempre a quanto previsto in materia dal Codice Civile.

L’amministratore, il cui mandato dura un anno ed è rinnovabile di fatto per ugual periodo senza votazione espressa, in base al testo introdotto dopo la riforma del 2012 deve provvedere alla presentazione di dettagliata offerta per tutte le prestazioni professionali che svolgerà per il condominio, indicare i propri dati anagrafici e professionali e in particolare modo il codice fiscale, il luogo in cui saranno custoditi i registri del condominio e gli orari in cui saranno consultabili. Inoltre deve apporre sul luogo di accesso al condominio le proprie generalità e recapiti, anche telefonici; deve associare al proprio il codice fiscale del condominio presso l’Agenzia dell’Entrate, volturare tutte le utenze del condominio, effettuare il formale passaggio di consegne con l’amministratore precedente, ed è infine tenuto a presentarsi nella filiale in cui è aperto il conto corrente condominiale per depositare la propria firma o aprire un conto per il condominio laddove ancora non fosse stato fatto dal precedente amministratore.
Si rileva, quindi, da quanto sopra, come il passaggio da un amministratore ad altro professionista debba essere un atto formale e supportato da tutto l’iter previsto dal Codice Civile; non può e non deve essere fatto nei pianerottoli dell’edificio. Bisogna avere il coraggio di presentare le proprie giustificate lamentele al professionista incaricato e, sempre se si voglia ascoltarle, attendere le argomentazioni a difesa dei comportamenti che hanno fatto decadere quella fiducia che sta alla base, come sopra detto, di ogni rapporto tra cliente e professionista.

Quando si può cambiare l’amministratore? In qualunque momento dell’esercizio in corso un condominio può chiedere la revoca dell’amministratore su delibera di un’assemblea opportunamente convocata con detto punto all’ordine del giorno e le maggioranze previste dal Codice Civile. Quando le motivazioni sono giustificate per sue inadempienze l’amministratore non ha diritto al compenso pattuito per l’esercizio in corso, mentre se le motivazioni sono voluttuose l’amministratore ha il diritto al compenso, sempre per l’esercizio in corso. Consiglio quindi di aspettare la chiusura dell’esercizio e l’approvazione del rendiconto consuntivo per l’eventuale revoca del mandato all’amministratore, al fine di avere una chiara determinazione della responsabilità derivanti dall’attività svolta. Solo in caso di assenza ed inerzia in tutte le attività di competenza di un amministratore ritengo sia indispensabile non attendere la chiusura dell’esercizio stesso.

Massimo Varrecchia

spot_img

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore