Triestini infoibati a Zuri, localizzata una fossa comune con più di mille scomparsi della Seconda Guerra Mondiale

26.09.2018 – 18.57 – Dopo decenni di silenzio è apparsa oggi su un sito Internet croato, www.komunistickizlocini.net (“Crimini comunisti”) la notizia della localizzazione documentata di una foiba nell’isola di Zuri (Žirje) in Dalmazia, sita ai piedi del Castelliere di origine illirica e poi romana e veneta, dove pare ora riposino oltre un migliaio di vittime uccise dopo l’8 settembre 1943 dai partigiani jugoslavi comunisti di Tito.
Secondo quanto riportato sul sito Internet, ci sono stati alcuni gruppi di persone portati nell’isola, talvolta fucilati e poi gettati nella foiba o in altri casi gettati vivi; tra questi una cinquantina di ragazze di Sebenico, violentate e poi uccise, gruppi di italiani provenienti da Zara, Fiume, Istria e Trieste e un gran numero di croati anticomunisti.

I parlamentari di Fratelli d’Italia, l’on. Walter Rizzetto e il sen. Luca Ciriani, appena appresa la notizia hanno annunciato che verrà presentata immediatamente un’interrogazione a risposta in commissione parlamentare al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno e al Ministro degli Affari esteri per richiedere: “…per quanto di loro competenza, quali siano le informazioni dei Ministri sui fatti esposti in premessa sulla foiba di Gradina, e se e quali provvedimenti intendano adottare per fornire la verità storica su questa strage e su tutte le vicende legate alle foibe e agli eventi intercorsi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale nei confini orientali dell’Italia, anche accedendo a tutti i documenti presenti negli archivi dello Stato e all’estero coinvolgendo le Repubbliche di Slovenia e Croazia.”

“Le tragiche vicende del confine orientale, delle terre che un tempo chiamavamo Italia, non sembrano aver fine. Apprendiamo con tristezza la scoperta di quella che dovrebbe esser una nuova foiba nella zona di Sebenico nell’isola di Zuri che raccoglie i resti degli italiani, fatti prigionieri dagli assassini comunisti partigiani di Tito. Alcuni a quanto pare della nostra Trieste. Vogliamo giustizia, vogliamo verità. Chiediamo che le istituzioni siano parte diligente per la raccolta e l’identificazione dei corpi, dei nomi, delle storie dei nostri compatrioti uccisi. È un obbligo morale da parte del nostro Paese verso se stesso e anche verso quelle famiglie che non hanno mai saputo nulla della sorte dei propri cari, prelevati e scomparsi senza lasciare traccia. Forse, in quell’abisso, c’è la verità che in tanti ancora aspettano. Se risultasse che dentro alla foiba ci siano dei nostri concittadini, chiederemo al Comune di Trieste di ricordare questi morti con un monumento”. Così in una nota congiunta Claudio Giacomelli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, e Nicole Matteoni vice segretario provinciale di Fratelli d’Italia Trieste

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