Scuola, Zalukar: “Diritto alla salute e diritto all’istruzione possono convivere”

11.01.2021 – 19.55 – “Sul ritorno a scuola delle classi superiori è caos. Da una parte il Governo centrale lancia messaggi contraddittori (alcuni Ministri pro e altri contro il rientro), dall’altra le Regioni enfatizzano i contrasti romani andando in ordine sparso, ma dividendosi in sostanza tra possibilisti della scuola ai tempi del COVID e rigoristi che la scuola non la vogliono proprio aprire. In quest’ultima categoria si colloca il Presidente FVG Fedriga che in polemica con la Ministra Azzolina dalle colonne del Corriere della Sera cita la preoccupazione dell’Istituto Superiore di Sanità sul ritorno in classe.” Lo afferma in una nota il Consigliere regionale del Gruppo Misto Walter Zalukar.
“Al di là delle polemiche e per innalzare il livello della questione è bene ricordare che qui sono in gioco due diritti: quello alla salute e quello all’istruzione. In estrema sintesi né il Governo centrale né tantomeno la Giunta del FVG hanno saputo trovare una sintesi ad un problema che viene posto in termini di aut aut.
I termini ultimativi non mi piacciono perché portano a trascurare le sfaccettature di un problema, ecco perché ritengo che la politica debba farsi interprete di questa complessità e ricercare soluzioni facendosi supportare da argomentazioni ed evidenze scientifiche”.
“Partendo da considerazioni di carattere sanitario e quindi con un’attenzione particolare alla tutela della salute (primus vivere), il recente rapporto tecnico del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) – la massima autorità europea in merito alle politiche sanitarie -“COVID-19 in children and the role of school settings in transmission” evidenzia con una nutrita bibliografia a supporto, che la chiusura delle scuole dovrebbe essere l’ultima ratio nella lotta al COVID. In forza di considerazioni epidemiologiche che sembrano evidenziare la bassa pericolosità dell’ambiente scolastico in generale, l’ECDC pone l’accento sul maggior peso dei danni rispetto ai benefici derivanti dalle scuole chiuse e, lo ripeto, ci sono ben nove pagine di bibliografia a supporto di tali affermazioni”.
“Ho inteso presentare una puntuale interrogazione alla Giunta affinché da un lato spieghi le ragioni scientifiche alla base della sua decisione e dall’altro pongo delle “domande guida” che potrebbero aiutare il decisore politico verso la riapertura alla scuola in presenza senza compromettere il diritto alla salute”.
“La polemica è accesa nel Paese e nella nostra Regione: gli studenti, i genitori e gli insegnati si mobilitano e si preoccupano, ma la scuola continua ad essere un miraggio. E si acuiscono le differenze sociali, l’abbandono scolastico, l’apprendimento è gioco forza limitato e la motivazione di studenti e professori tocca livelli assai bassi.
Il rischio di ledere il diritto all’istruzione come anche quello di intaccare il livello di conoscenza delle nuove generazioni è reale“.
c.s

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